Mahama lancia l’allarme: la crisi in Medio Oriente può far esplodere i prezzi in Ghana

di Tommaso Meo
John Dramani Mahama

Il presidente ghanese John Dramani Mahama ha detto che il conflitto in corso in Medio Oriente potrebbe portare a un’impennata dei prezzi del carburante e a un generale deterioramento del potere d’acquisto in Ghana se la situazione dovesse estendersi ai Paesi del Golfo.

Mahama ha parlato durante un incontro bilaterale con la presidente tanzaniana Samia Suluhu Hassan, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte africana dei diritti dell’uomo e dei popoli, che si è svolta ieri ad Arusha, in Tanzania. Mahama ha sottolineato che il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran rappresenta una seria minaccia per le forniture globali di petrolio, in particolare se attacchi di ritorsione dovessero colpire gli Stati del Golfo, «attori chiave nella produzione e nel transito di energia globale».

Il presidente ghanese ha ricordato che il suo Paese dipende fortemente dalle importazioni di petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati ed è quindi vulnerabile alle fluttuazioni dei prezzi globali: qualsiasi aumento sostenuto dei prezzi del petrolio avrebbe un inevitabile impatto sui prezzi del carburante, sui costi di trasporto, sui prezzi dei prodotti alimentari e sui costi complessivi delle attività commerciali. Secondo Mahama, l’instabilità in Medio Oriente potrebbe avere un effetto domino sull’economia, in particolare per quei Paesi africani dipendenti dalle importazioni di carburante. Il presidente ghanese ha sottolineato in particolare il ruolo cruciale dello Stretto di Hormuz, una via d’acqua attraverso la quale transita quotidianamente una parte significativa dell’approvvigionamento petrolifero mondiale e ha detto che qualsiasi interruzione di questa rotta strategica potrebbe innescare un forte aumento dei prezzi globali del petrolio, con ripercussioni dirette sull’economia ghanese.

Mahama ha inoltre sottolineato che questi shock esterni potrebbero compromettere gli sforzi in corso per stabilizzare l’inflazione e il tasso di cambio, sulla scia della recente ristrutturazione del debito del Ghana.

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