Insicurezza in Mali, proroga del coprifuoco a Kayes e Dioila

di claudia
polizia

Le autorità maliane hanno esteso il coprifuoco nelle regioni di Kayes e Dioïla fino alla fine di novembre, in risposta ai continui attacchi dei gruppi armati che operano in quelle aree. Lo si apprende da una nota del governatore di Kayes, in cui annuncia che il coprifuoco sarà prorogato fino alla fine di novembre a causa delle minacce e del crescente rischio di infiltrazioni nel sud del Paese. Queste misure, spiega il governatore, fanno parte di una strategia preventiva di sicurezza interna, regolarmente rinnovata da diversi mesi.

A Kayes, il coprifuoco è in vigore da luglio, dopo alcuni attacchi a Kayes-ville, Diéma, Sandaré e Sadiola: il coprifuoco è in vigore da mezzanotte alle 5 del mattino, con eccezioni per le forze di sicurezza, le ambulanze e i veicoli in servizio ufficiale. Questa misura, in vigore ininterrottamente da quattro mesi, si verifica in una regione di confine esposta a incursioni armate e a persistenti traffici transfrontalieri.

A Dioila, nella regione di Koulikoro, l’ufficio del governatore ha decretato il coprifuoco a partire dal 1 e fino al 30 novembre, dalle 23 alle 5: situata su una strada che collega il Mali centrale a Bamako, Dioila ha dovuto affrontare un graduale aumento degli attacchi dal 2022, attribuiti a frange del Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani (Jnim), che cercano di estendere la propria influenza verso sud. Diversi scontri isolati, con imboscate contro veicoli governativi e pattuglie della gendarmeria, sono stati registrati nelle aree rurali del distretto, spingendo le autorità locali a rafforzare la vigilanza.

Secondo il rapporto del 30 giugno dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), Kayes e Dioila sono tra le aree soggette alle più pesanti e prolungate restrizioni alla circolazione, insieme a Ségou, Sikasso e Timbuktu, per via del lento ma continuo deterioramento della situazione della sicurezza, che si osserva appunto nel Mali sudoccidentale e centrale, caratterizzato da un aumento degli scontri a fuoco e degli attacchi sulle strade secondarie e nelle zone di confine.

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