In Tanzania la protesta della Gen Z passa dalle playlist

di Tommaso Meo

Niente cortei, niente striscioni. Solo pulsanti “unfollow” e playlist svuotate. Dopo le elezioni del 29 ottobre e le violenze che ne sono seguite, migliaia di giovani tanzaniani hanno scelto una forma di dissenso silenziosa ma rumorosa: boicottare gli artisti rimasti in silenzio. Da Diamond Platnumz ad Harmonize a Billnass tutti hanno perso migliaia di follower dalla Tanzania “Anche il silenzio è una presa di posizione” è lo slogan di questa protesta in rete. È dovuto intervenire anche il primo ministro della Tanzania Mwigulu Nchemba per difendere gli artisti nazionali. Ma i ragazzi hanno le idee chiare: chi tace mentre il Paese brucia, non merita il play.

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