Gran parte di questo lavoro è stato registrato in una stanza d’albergo in Giappone, con la star maliana accompagnata solo da una chitarra acustica e da minimi interventi di ngoni (uno strumento a corde), calabash, tama e violoncello. Quella che è stata definita “la voce d’oro dell’Africa” ne esce con una incredibile forza, emotiva e toccante (la controprova sono brani come Aboubakrin e Tassi). La voce matura di Keita, più roca ora che ha 75 anni, si assesta su un registro più basso e rimbombante che contrasta con il suo falsetto. Il brano Kanté Manfila, dove Salif Keïta passa da sussurri rochi a grida struggenti, è un omaggio al chitarrista virtuoso e leader degli Ambassadeurs Internationaux. Soundiata regala momenti di bellezza essenziale.
SALIF KEÏTA, So kono, No Format



