Darfur sotto assedio tra scontri, bombardamenti e fame

di claudia
sudan

L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha lanciato un appello per una pausa nei combattimenti in Sudan, in particolare nella città assediata di El Fasher, per consentire l’accesso agli aiuti e il ripristino della piena presenza umanitaria sul campo. “L’Ocha esorta ancora una volta tutte le parti a garantire l’accesso umanitario su tutto il territorio e invita i donatori a rafforzare i finanziamenti flessibili per far fronte ai crescenti bisogni umanitari del Sudan”, si legge in una nota.

Secondo l’organizzazione, l’emergenza nel Paese è aggravata da insicurezza, fame, epidemie, inondazioni e sfollamenti. Il sottosegretario generale dell’Onu per gli Affari umanitari, Tom Fletcher, ha avvertito che il rischio carestia a El Fasher – capoluogo del Nord Darfur – è in rapido aumento: “Il tempo sta per scadere”, ha dichiarato.

A El Fasher si registrano ancora bombardamenti intermittenti e scontri tra gruppi armati, con la popolazione civile che subisce le peggiori conseguenze. Il Programma alimentare mondiale (Pam/Wfp) ha segnalato un’impennata dei prezzi dei generi di prima necessità: il sorgo e il grano costano fino al 460% in più rispetto al resto del Sudan. Le cucine comunitarie funzionanti sono ormai pochissime, e alcuni nuclei familiari sarebbero costretti a nutrirsi di foraggi per animali e rifiuti alimentari.

Molti sfollati hanno riferito episodi di violenze diffuse, saccheggi e aggressioni sessuali. Secondo un rapporto dell’agenzia Onu per le donne (Un Women), le famiglie guidate da donne affrontano un rischio triplo di insicurezza alimentare severa rispetto a quelle con capofamiglia maschile. Solo l’1,9% delle famiglie femminili risulta in condizioni di sicurezza alimentare, contro il 5,9% di quelle maschili. Inoltre, il 73% delle donne sudanesi non ha accesso a una dieta minimamente diversificata, con gravi conseguenze sulla salute materno-infantile.

Ocha segnala anche la diffusione del colera nella regione del Darfur: nel Nord Darfur sono stati registrati oltre 3.600 casi da fine giugno, mentre nel Sud Darfur si contano almeno 1.200 casi sospetti e 69 decessi. Tuttavia, secondo i partner umanitari, l’entità reale dell’epidemia potrebbe essere sottostimata a causa della scarsa capacità di rilevamento.

Le esigenze nutrizionali sono in crescita: indagini recenti indicano tassi di malnutrizione acuta globale ben oltre la soglia d’emergenza, con punte del 34% nella località di Mellit e del 30% ad At Tawaisha, entrambe nel Nord Darfur. L’Onu sta ampliando i servizi terapeutici ambulatoriali e prevede nuovi centri di stabilizzazione, ma – conclude Ocha – sono necessari fondi urgenti per garantire la continuità e l’espansione degli interventi.

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