Camerun, nasce una piattaforma digitale per proteggere la biodiversità

di claudia
alberi

 Il Camerun ha compiuto un passo decisivo nella governance della biodiversità con il lancio ufficiale del Legal Hub, un’innovativa piattaforma digitale dedicata all’analisi giuridica e al supporto alle riforme volte alla gestione sostenibile della fauna selvatica. Lo scrive in un comunicato l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao), che ha partecipato al progetto Legal Hub insieme al ministero delle Foreste e della Fauna Selvatica.

In risposta al crescente sfruttamento, spesso illegale, delle risorse faunistiche e alla pressione sugli habitat naturali, questa piattaforma digitale mira a rafforzare l’efficacia del quadro giuridico nazionale a favore di una gestione sostenibile ed equa della biodiversità. È supporta la recente promulgazione della Legge n. 2024/008 del 24 luglio 2024 sulle foreste e la fauna selvatica, una legge fondamentale che riflette l’impegno del Paese per la conservazione della biodiversità, la tutela dei diritti consuetudinari delle comunità e la lotta al bracconaggio e ai reati ambientali.

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Il Legal Hub si basa su una serie di workshop giuridici che coinvolgono amministrazioni settoriali e istituzioni partner. È progettato per centralizzare, strutturare e diffondere analisi giuridiche relative alla fauna selvatica, per supportare le riforme legislative e rafforzare le capacità degli stakeholder nazionali.

“Si tratta di uno strumento strategico per la giustizia ambientale, una risposta alle sfide della sostenibilità e della resilienza, e un approccio collaborativo e inclusivo”, ha sottolineato il Dott. Antonio Luís Querido, Rappresentante della Fao in Camerun.

“Il Legal Hub si propone quindi come una leva per la modernizzazione e l’accessibilità del diritto, offrendo un archivio interattivo di testi nazionali e regionali relativi alla gestione della fauna selvatica. Il suo lancio riflette una dinamica inclusiva guidata dall’impegno condiviso di molteplici stakeholder per conciliare conservazione, giustizia sociale e benessere delle comunità locali”, spiega il comunicato della Fao.

“Il Legal Hub è il simbolo di una forte volontà politica di rafforzare lo stato di diritto nel settore della fauna selvatica e forestale, di combattere lo sfruttamento illegale delle risorse naturali e di promuovere la giustizia ambientale e sociale”, ha affermato Joseph Nyongwen, segretario generale del ministero coinvolto.

La Fao ricorda che la gestione sostenibile della fauna selvatica è essenziale per la sicurezza alimentare, il reddito e l’identità culturale delle comunità rurali, in particolare delle popolazioni indigene. Di fronte alla scarsità di risorse e alle crescenti pressioni (bracconaggio, disboscamento, migrazione), la caccia non sostenibile minaccia direttamente i loro mezzi di sussistenza. In questo contesto, il Legal Hub si propone come strumento di governance per promuovere pratiche sostenibili, preservare la biodiversità e rafforzare i diritti delle comunità locali.

L’iniziativa del Legal Hub rientra nel Programma per la Gestione Sostenibile della Fauna Selvatica (Swm), un’importante iniziativa internazionale volta a migliorare la conservazione e l’uso sostenibile della fauna selvatica nelle foreste, nella savana e negli ecosistemi delle zone umide. È finanziato dall’Unione Europea e cofinanziato dal Fondo Mondiale per l’Ambiente francese e dall’Agenzia Francese per lo Sviluppo. I progetti sono condotti e testati con governi e comunità in 16 paesi partecipanti. L’iniziativa è coordinata da un consorzio di quattro partner: la Fao, il Centro Internazionale per la Ricerca Forestale e l’Agroforestazione Mondiale (Cifor-Icraf), il Centro Francese di Ricerca Agricola per lo Sviluppo Internazionale (Cirad) e la Wildlife Conservation Society (Wcs). 

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