La potentissima Chiesa cattolica del Burundi si oppone al referendum costituzionale previsto in Burundi tra due settimane e che dovrebbe permettere al presidente Pierre Nkurunziza di rimanere al potere fino al 2034. I vescovi invitano a una riflessione seria sulla riforma.
Secondo la Conferenza dei vescovi cattolici del Burundi bisogna affrontare seriamente la crisi politica e sociale che sta attraversando questo Paese da tre anni e il clima di diffuso terrore primaĀ di modificare in profonditĆ il testo.
Secondo i prelati,Ā il progetto di revisione della Costituzione non tiene conto dell’articolo 299 dell’attuale Costituzione perchĆ© non si ĆØ pensato all’unitĆ dei burundesi. Ā«Questo articolo – sostengono i leader religiosi – afferma che nessuna procedura di revisione può essere applicata se mina l’unitĆ nazionale, la coesione del popolo burundese o la riconciliazione. Quanto stiamo vedendo, invece di unire i burundesi, sembra aver esacerbato i rapporti tra le componenti della nostra societĆ . A nostro parere, il momento non ĆØ opportuno per un emendamento della Costituzione. Ma poichĆ© nel sistema democratico burundese il voto ha l’ultima parola, non resta che augurare che il referendum sia portato avanti in pace e in libertĆ e che i burundesi votino liberamente sƬ o noĀ».



