Anche in Italia si è festeggiato il Gran Magal

di Stefania Ragusa
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Anche a San Nicola la Strada (Caserta), sede della Dahira Murid più importante del Meridione, si è celebrato il Gran Magal, la maggiore festività della tradizione Sufi fondata dallo Cheikh Ahmadou Bamba, mistico e santo islamico dell’Ottocento. E anche qui le misure di prevenzione e sicurezza determinate dalla pandemia hanno avuto un impatto significativo sull’organizzazione.

Durante la prima fase pandemica la Campania del governatore Vincenzo De Luca è stata tra le regioni meno colpite, nonostante la densità demografica. Probabilmente, grazie alle misure draconiane. Purtroppo, in questa seconda fase del post-quarantena il territorio si trova nella condizione opposta. Solo oggi, 395 nuovi positivi, con 2.422 tamponi positivi in 6 giorni. La provincia di Caserta è a quota 393 e il paese sannicolese supera i 40 casi su 22.000 abitanti circa.

Gli effetti delle misure di sicurezza si vedono già a partire dal numero dei partecipanti. Siamo distanti anni luce dalla monumentalità delle celebrazioni organizzate abitualmente da questa Dahira, che avevano picchi anche di 1.500 persone e attraevano comunità diverse da quella senegalese, come libici e gambiani. Una particolarità di questo Sufismo in Campania è la sua capacità di essere un punto di riferimento per differenti forme islamiche, costruire solidi rapporti con gli altri culti e consolidare quelli col Vaticano.

Sono state disposte due squadre di security formate da volontari murid, una esterna e l’altra interna: la prima impegnata a controllare la temperatura con termometri a infrarossi e a offrire disinfettanti; la seconda a controllare distanziamento e mascherina nello spiazzo interno e nella sala rituale, durante le preghiere.

Il grande assente della giornata è stato Sua Santità Serigne Mame Mor Mbacké, nipote del fondatore del Muridismo, proclamato dall’UNESCO “Ambasciatore Universale della Pace”, nonché Rettore dell’Università di Touba. Sul piano internazionale è il volto del Sufismo Murid. Ogni anno, dopo il periodico incontro col Papa in Vaticano, scende nel casertano, per incontrare i devoti della Dahira. Ebbene, è la prima volta che manca, ovviamente a causa del Covid.

La Dahira “regionale” è sottoposta alla giurisdizione del Marabout (Maestro) Cheikh Niang, ma a causa delle restrizioni sanitarie si è preferito svolgerle separatamente, per cui la celebrazione casertana è stata organizzata dal Presidente Provinciale Assane Wade, senza il coinvolgimento di tutta la Campania. Gli altri responsabili provinciali sono: Mame Gor Dieng (Salerno), Aliou Lo (Caianello e San Giorgio) e con Napoli sottoposta allo stesso Presidente Regionale Cheikh Niang.

Per avere un’idea di cosa normalmente si svolge nel casertano dobbiamo considerare che tutta la Dahira Regionale si sposta a San Nicola la Strada, creando il più grande evento Sufi del Sud Italia, faro per tutti i Murid del Meridione (compresa la Dahira di Bari), con ospiti anche tra i Marabout della Lombardia. Quindi la decisione di frammentare il Gran Magal è stata una scelta drastica, dettata dalla volontà di aderire quanto più possibile alle misure sanitarie.

Ciò va letto nella coralità di una totale adesione alle nuove restrizioni. Ricordiamo che a inizio marzo 2020 i Murid della Campania decisero di auto-sospendere le attività con una settimana (e più) di anticipo rispetto alle decisioni governative, mentre le parrocchie rimanevano ancora aperte. Inoltre, a metà marzo, l’iniziativa voluta dalla comunità senegalese e, nella prima fase, svolta proprio in Dahira: decine e decine di senegalesi hanno donato il sangue all’Avis per aiutare i centri sanitari in crisi. Il video su Rubrics.

È stato inusuale vedere il cerchio delle Chassaide, i canti sacri del Muridismo, coi membri “decorati” con mascherine bianche e azzurre, ma diventa il minimo per evitare la chiusura delle attività. Nel mentre, alla santa Touba si è svolto il più importante Gran Magal del mondo, con il gruppo di reporter Kaadar, esperti africanisti, (Davide Lemmi, Carlotta Giauna e Marco Simoncelli) impegnato nella nuova documentazione dell’evento.  

(Antonio Dentice)

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