A Roma, un documentario sulla storia del primo team femminile di ciclismo ruandese

di claudia

a cura di Claudia Volonterio

Domani, mercoledì 17 settembre a Roma ore 20:30 presso il Cinema Delle Provincie – in concomitanza con i primi mondiali di ciclismo sul suolo africano che si terranno in Ruanda dal 21 al 28 settembre- non perdetevi la proiezione del documentario di Andrea Beer, Rwanda Girls on Bikes. Il film porta sullo schermo la storia del team femminile di ciclismo Benediction Cycling Club, prima squadra unicamente femminile in Ruanda. Il regista sarà presente in sala. ingresso 5€


Rwanda Girls on Bikes è un documentario di Andrea Beer che prende il nome dall’omonimo progetto sociale dell’associazione Progetto Rwanda Onlus. Racconta la storia del team femminile di ciclismo Benediction Cycling Club, prima squadra unicamente femminile in Ruanda. Protagoniste sono dieci ragazze tra i 17 e i 24 anni di umili origini, unite dal desiderio di riscatto e di autodeterminazione. Tramite le testimonianze degli ideatori del progetto e soprattutto delle ragazze coinvolte, il documentario mette in luce il grande potenziale che l’agonismo sportivo ha nel superare le barriere – etniche, di genere, sociali – e nello sviluppare uno spirito solidale.

Grazie alla bicicletta e al loro talento sportivo – spiega l’associazione – le giovani hanno faticosamente conquistato una propria autonomia economica. Alcune, grazie ai premi vinti nelle competizioni, sono persino riuscite ad aiutare le loro famiglie acquistando animali da allevamento o piccoli appezzamenti di terra. Lo sport emerge dunque come un importante strumento di empowerment femminile, che offre inoltre alle atlete una nuova consapevolezza delle proprie capacità.

Tra le cicliste più note del team femminile del Benediction Cycling Club figurano Valentine Nzayisenga, vincitrice della Race to Remember 2025. Valentine, si legge sul sito del regista, è una ragazza che nel suo villaggio veniva presa in giro e insultata perché andava in giro in bici, vittima di uno stereotipo che non considera il ciclismo un’attività adatta alla “brave ragazze”. Ma, la sua passione e la sua determinazione l’hanno portata a continuare per la sua strada, diventando indipendente. Oggi è un orgoglio per il suo villaggio.

Tra le stelle della squadra spicca anche Diane Ingabire. Affascinata dalla bici fin da bambina, la usava di nascosto per andare a prendere l’acqua al pozzo. Oggi è una delle cicliste ruandesi più promettenti: due volte campionessa nazionale su strada, ha debuttato anche in una squadra europea.

“L’idea di questo documentario “Rwandan Girls on Bikes” – racconta il regista Andrea Beer – è nata casualmente. Avevo perso mio padre da poco e sentivo crescere dentro l’esigenza di fare qualcosa per me, un progetto fotografico o un documentario, ma non avevo idea di cosa”. Poi, nel 2019, una raccolta fondi destinata alla realizzazione di una scuola in Ruanda ha riportato alla mente del regista un viaggio che aveva fatto nel Paese dalle mille colline, da cui era rimasto affascinato. Imbattendosi nei numerosi progetti della onlus Progetto Rwanda, Rwanda Girls on Bikes ha colpito la sua attenzione e ha deciso di partire per dare voce a questa storia, organizzando in seguito anche una campagna di crowfunding.

Il successo maggiore di questo progetto, secondo il regista, è l’esempio che queste atlete sono riuscite a dare alle altre giovani donne. Vedendole sfrecciare con i loro completi futuristici e determinazione lungo le strade del Paese, tante giovani ruandesi hanno scoperto il desiderio di emularle, conquistando la consapevolezza che nulla fosse loro precluso.

Sul numero di settembre-ottobre della rivista Africa, non perdetevi il servizio a cura di Enrico Casale dedicato ai primi mondiali di ciclismo sul suolo africano che si terranno in Ruanda dal 21 al 28 settembre.
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