Uno dei sei giornalisti indipendenti arrestati in Egitto è stato accusato di terrorismo

di Tommaso Meo
Il giornalista Mohamed Ashraf

Il giornalista egiziano Mohamed Ashraf è stato accusato di appartenere a un gruppo terroristico e diffondere notizie false, pochi giorni dopo che l’intera redazione di cui faceva parte, quella del portale indipendente Matsada2sh, è stata arrestata.

L’organizzazione Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr) ha spiegato in una nota che le accuse sono scaturite da un interrogatorio durato dieci ore e incentrato sul materiale pubblicato da Matsada2sh. La Procura suprema per la sicurezza dello Stato ha inoltre disposto la sua custodia cautelare per 15 giorni.

I giornalisti della redazione arrestati la scorsa settimana sono sospettati dalle autorità egiziane di essere privi di licenza e di pubblicare notizie false per conto dei Fratelli Musulmani. Non si conosce ancora il luogo in cui si trovano gli altri cinque giornalisti arrestati.

Abdelrahman Mansour, cofondatore della piattaforma, ha definito gli arresti «uno dei più gravi attacchi al giornalismo nella storia moderna dell’Egitto», negando qualsiasi legame con il movimento designato come organizzazione terroristica dal Paese nel 2013. «Il governo deve rispondere a questa domanda» ha aggiunto: «Perché avete arrestato sei giornalisti? Cos’altro hanno fatto oltre a svolgere il loro lavoro?».

Sabato, decine di giornalisti hanno organizzato un sit-in davanti alla sede del Sindacato dei Giornalisti Egiziani (Ejs) al Cairo, chiedendo il rilascio dello staff di Matsada2sh Hanno dichiarato che avrebbero continuato il sit-in fino al rilascio dei giornalisti, mentre l’Ejs ha annunciato la convocazione di una riunione d’emergenza per oggi. L’Ejs aveva già presentato una richiesta al ministero dell’Interno e alla Procura per il rilascio dei giornalisti.

Oltre 80 organizzazioni per i diritti umani, tra cui Human Rights Watch e il Comitato per la protezione dei giornalisti, hanno condannato gli arresti come una violazione delle libertà e hanno chiesto la liberazione dei redattori.

Alcuni analisti hanno notato che gli arresti sono avvenuti poco più di una settimana dopo che il governo degli Stati Uniti ha rinunciato al requisito relativo ai diritti umani nel Paese nordafricano per l’erogazione di 320 milioni di dollari di aiuti militari, citando il «ruolo utile» svolto dal Cairo per la sicurezza nazionale Usa dopo la guerra con l’Iran.

L’Egitto si colloca però ancora al 169° posto su 180 Paesi nell’indice sulla libertà di stampa di Reporter senza Frontiere. La libertà di stampa è fortemente limitata nel Paese e le piattaforme indipendenti come Matsadaash sono rare. Secondo l’Ejs, circa 26 giornalisti sono attualmente detenuti nelle carceri egiziane.

Condividi

Altre letture correlate: