Libia, ucciso Saif al-Islam Gheddafi, figlio dell’ex rais

di Marco Trovato

Saif al-Islam Gheddafi, 53 anni, figlio dell’ex leader libico Muammar Gheddafi è stato ucciso ieri sera nella città occidentale di Zintan, circa 160 chilometri da Tripoli. La notizia della morte è stata comunicata da diversi media libici e arabi.

Sarebbero stati quattro gli aggressori che hanno preso d’assalto la residenza di Saif al-Islam, disattivando le telecamere di sicurezza e uccidendo l’uomo a colpi d’arma da fuoco. Secondo alcune testimonianze raccolte dal Libya Observer, l’azione sarebbe stata organizzata dalla 444th Combat Brigade, milizia affiliata alle forze del governo di Tripoli, ma la brigata ha categoricamente negato qualsiasi coinvolgimento nei fatti di Zintan. Media locali e fonti legali hanno dichiarato che la Procura Generale libica avrebbe avviato un’indagine sulla vicenda, ma le autorità statali non hanno ancora rilasciato conferme ufficiali.

Un’indagine “trasparente” per chiarire le dinamiche e le responsabilità dell’omicidio è quanto chiede anche il team politico del figlio dell’ex dittatore libico Muammar. Il consigliere politico e l’avvocato di Saif al-Islam hanno definito l’assassinio come un gesto “codardo e traditore” e hanno chiesto che si apra “un’inchiesta internazionale”.

Il presidente del Consiglio presidenziale libico, Mohammed Menfi, ha invitato la politica e la società a rispondere all’accaduto mantenendo un profilo basso, senza rispondere alle provocazioni. Secondo Menfi, l’obiettivo dell’assassinio di Saif al-Islam Gheddafi, è proprio quello di “colpire gli sforzi di riconciliazione nazionale e lo svolgimento di elezioni libere e trasparenti”.

Pur non avendo mai ricoperto una carica ufficiale, Saif al-Islam è stato considerato il braccio destro e l’erede designato da Muammar dal 2000 al 2011, anno in cui è stato catturato durante la rivolta che ha rovesciato il regime del padre. Condannato a morte in contumacia e ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità, l’ex delfino era stato rilasciato nel 2017 e aveva tentato una candidatura presidenziale nel 2021, senza successo.

 

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