La Corte di giustizia dell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (Uemoa) ha riconosciuto l’illegittimità delle sanzioni imposte al Mali nel 2022, dando ragione al ricorso della giunta militare contro la giurisdizione comunitaria. Lo riportano i media maliani e dell’Africa occidentale.
Nella sua sentenza, la Corte ha annullato le decisioni adottate il 9 gennaio 2022 dalla Conferenza dei capi di Stato e di governo dell’Uemoa, ritenendole “prive di fondamento giuridico”. Tra gennaio e luglio 2022, l’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (Uemoa), in coordinamento con la Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas), ha imposto pesanti sanzioni economiche e finanziarie al Mali per costringere le autorità golpiste a proporre un calendario elettorale accettabile: queste misure includevano la chiusura delle frontiere, il congelamento dei beni statali maliani e la sospensione delle transazioni commerciali e finanziarie.
Già nel febbraio 2022, il Mali aveva presentato una richiesta di annullamento alla Corte di giustizia dell’Uemoa, definendo tali sanzioni “illegali”. In termini di procedura, la Corte ha rilevato una grave irregolarità relativa alla sede della Conferenza che ha deciso le sanzioni: Bamako ha sostenuto che le riunioni della Conferenza dei capi di stato devono tenersi sul territorio di uno Stato membro. Tuttavia, la decisione impugnata era stata adottata ad Accra, in Ghana, un Paese non membro dell’Unione. La Corte ha accolto tale argomentazione, ritenendo che la scelta di Accra che imponeva sanzioni al Mali fosse giuridicamente invalida ed ha dichiarato la decisione nulla, precisando che tale annullamento ha effetto dalla data della presente sentenza, e ha condannato la Conferenza dei capi di Stato e di governo dell’Uemoa al pagamento delle spese.
Al di là dell’aspetto giuridico, questa decisione è vista a Bamako come una grande vittoria politica per le autorità di transizione, che avevano sempre denunciato le sanzioni come “disumane e illegali”. Nel 2022, queste misure hanno avuto gravi ripercussioni sulla popolazione maliana, provocando proteste diffuse. Nella sua sentenza, la Corte sottolinea inoltre che l’Uemoa, per via della sua “vocazione monetaria ed economica”, non aveva una chiara base giuridica per approvare e attuare le sanzioni decise in un quadro politico dall’Ecowas.



