La Libia ha firmato un accordo di partenariato strategico del valore di 2,7 miliardi di dollari per lo sviluppo, l’espansione e la gestione del terminal portuale della Misurata Free Zone, una delle principali infrastrutture portuali del Paese che si affaccia sul Mediterraneo occidentale. Lo riporta il sito del quotidiano libico Libya Observer.
Secondo quanto indicato nella dichiarazione ufficiale diffusa dalla piattaforma mediatica del governo libico Hakomitna, il progetto punta ad incrementare la capacità di movimentazione merci del porto fino a 4 milioni di container all’anno, rafforzando così la posizione strategica del terminal di Misurata nei traffici commerciali regionali e globali e rendendo la Libia come hub logistico nel Nordafrica.
Fonti ufficiali stimano che il progetto potrà generare fino a 600 milioni di dollari di ricavi operativi annuali, oltre a creare 8.400 posti di lavoro diretti e fino a 62.000 occupazioni indirette legate all’indotto logistico, dei servizi e delle attività commerciali correlate. Queste prospettive occupazionali rappresentano, secondo il governo, una boccata d’ossigeno per l’economia nazionale e un contributo significativo alla creazione di opportunità per i giovani libici.
All’incontro di Misurata ha partecipato anche una folta delegazione italiana guidata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha sottolineato come il progetto costituisca un’opportunità per rafforzare i legami economico-commerciali tra Italia e Libia, in un contesto di cooperazione che include temi di sviluppo infrastrutturale, migrazione e lotta ai traffici illeciti. La missione italiana è stata definita, in una nota del ministero degli Affari Esteri, come parte di un più ampio impegno nel sostegno alla stabilità e alla riconciliazione nazionale libica.
Il porto di Misurata, con la futura espansione, potrebbe diventare una delle principali infrastrutture marittime nel bacino mediterraneo, con benefici attesi non solo per la Libia, ma per l’intero corridoio commerciale che collega l’Africa settentrionale all’Europa e ad altri mercati internazionali.
Il progetto di Misurata rappresenta inoltre uno dei maggiori investimenti infrastrutturali nel Paese al di fuori del settore energetico, settore da sempre dominante nell’economia libica. Essa segna una svolta significativa nella direzione di una maggiore apertura al capitale straniero e alla cooperazione economica multilaterale dopo anni di instabilità politica e frammentazione istituzionale.



