Le azioni della banca francese Bnp Paribas sono crollate fino al 10% dopo che una giuria federale statunitense ha stabilito che la banca francese avrebbe contribuito alla guerra in Sudan fornendo servizi finanziari al governo di Omar al-Bashir in violazione delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti.
Come ricorda Reuters riportando la notizia del crollo delle azioni, il verdetto, emesso nei giorni scorsi da un tribunale di Manhattan, ha ordinato a Bnp Paribas di versare 20,5 milioni di dollari a tre cittadini sudanesi che hanno testimoniato sulle violazioni dei diritti umani commesse durante il regime di Bashir. Secondo gli avvocati dei querelanti, la sentenza potrebbe aprire la strada a ulteriori azioni legali da parte di oltre 20.000 rifugiati sudanesi residenti negli Stati Uniti, con richieste di risarcimento per miliardi di dollari.
In una nota diffusa ieri, la banca – con sede a Parigi – ha annunciato che presenterà ricorso, definendo il risultato “chiaramente errato” e affermando che la giuria “ha ignorato importanti prove che la banca non è stata autorizzata a introdurre”. Bnp Paribas ha sottolineato che il verdetto riguarda esclusivamente i tre querelanti e “non dovrebbe avere un’applicazione più ampia”.
Tuttavia, il caso ha alimentato l’incertezza tra gli investitori, spingendo i titoli a registrare la peggiore giornata dal marzo 2023, con un calo finale dell’8,7%. Gli analisti avvertono che la vicenda potrebbe pesare sulle quotazioni per mesi, in attesa di chiarimenti sui potenziali rischi legali e finanziari.
In una nota, Rbc Capital Markets ha ricordato che nel 2014 Bnp Paribas aveva già accettato di pagare 8,97 miliardi di dollari per chiudere le accuse statunitensi relative a transazioni effettuate con entità sudanesi, iraniane e cubane soggette a sanzioni.



