Per la prima volta le storie delle persone africane ridotte in schiavitù nelle colonie britanniche dei Caraibi verranno raccolte in un archivio consultabile. La conservazione della memoria storica di quanto accaduto – riporta il Guardian – è il frutto del lavoro di “Depths of Paradise“, progetto guidato da Stephen Lewis, uno dei discendenti delle milioni di persone ridotte in schiavitù tra il Diciassettesimo e il Diciannovesimo secolo. “Io discendo da sopravvissuti. Abbiamo attraversato secoli di torture, tormenti, privazioni, difficoltà. Quello che voglio trasmettere è il senso che questa è forza, questo è coraggio, questa è determinazione, ed è il motivo per cui sono la persona che sono oggi”.
La portata innovativa dell’archivio riguarda anche la documentazione sugli oltre 1.000 proprietari di piantagioni britannici che ricevettero compensazioni economiche dopo l’abolizione della schiavitù nel 1834, mentre gli ex schiavi non ricevettero nulla. Il progetto è dunque un importante esempio di giustizia riparativa e una preziosa risorsa per scuole e ricercatori. Il progetto è sostenuto da una famiglia britannica che ha riconosciuto il ruolo dei propri antenati nella schiavitù.
Un’ulteriore tragedia dopo quanto accaduto, spiega l’ex giornalista della Bbc Trevelyan, è il silenzio, la mancanza di informazioni sufficienti sulle persone che hanno subito per secoli la schiavitù.
Nel 1834 in tutto l’Impero britannico la schiavitù viene formalmente abolita con lo Slavery Abolition Act.



