Sono circa tre milioni i cittadini del Burkina Faso in età per richiedere la carta d’identità nazionale, ma che non ne sono in possesso. Lo ha detto il direttore generale dell’Ufficio nazionale dell’identità, Arzouma Daouda Parfait Loure, intervenendo ospite al telegiornale sul canale televisivo privato Bf1 in occasione della Giornata internazionale dell’identità.
Loure ha dichiarato che la situazione dello stato civile in Burkina Faso fa parte di un problema globale: circa 850 milioni di persone in tutto il mondo non hanno documenti d’identità ufficiali, secondo la Banca mondiale, e “metà di queste persone vive nel continente africano”.
A suo parere, la mancanza di documenti d’identità ha gravi conseguenze per i cittadini. Cita, tra le altre cose, l’esclusione dai servizi sociali di base, le difficoltà negli spostamenti, nell’accesso ai servizi bancari, assicurativi, all’istruzione.
In Burkina Faso, fino a luglio, era attiva proprio per questo la Comunità di Sant’Egidio, autorizzata a operare ufficialmente nel Paese dal 18 luglio 2019 attraverso il programma Bravo! (Birth registration for all versus oblivion), un’iniziativa avviata nel 2009 per combattere il fenomeno dei cosiddetti “bambini invisibili”, ovvero i minori non registrati all’anagrafe, mediante la registrazione delle nascite nei registri dello stato civile: il programma, sostenuto anche dalla Provincia autonoma di Trento e dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, ha permesso l’istituzione di centinaia di uffici anagrafe all’interno dei centri sanitari del Burkina Faso. Secondo la Comunità di Sant’Egidio, grazie a Bravo! sono stati registrati oltre 4 milioni di neonati e bambini, compresi minori di età superiore ai 5 anni.
Tuttavia, alla fine di giugno il ministero dell’Amministrazione territoriale e del decentramento del Burkina Faso ha sospeso per decreto tutte le attività della Comunità di Sant’Egidio nel Paese per un periodo di tre mesi: la sospensione è motivata dalla “raccolta di dati personali di cittadini del Burkina Faso e del territorio nazionale, e dalla loro diffusione all’estero”, che sarebbe avvenuta senza l’autorizzazione del governo.



