È ancora in corso la ricerca dei corpi dei passeggeri di un autobus che è precipitato nel fiume Ouémé, a Thio, nel comune di Glazoué, in Benin, nella notte tra il 16 e il 17 agosto 2025.
Questo incidente, la cui cronaca sta sconvolgendo l’opinione pubblica beninese, ha causato almeno 30 morti, si legge in una dichiarazione diffusa ieri dall’Alto consiglio dei nigerini in Benin (Hcnb), che ha dato notizia della sepoltura a Savé di 19 corpi.
L’autobus, appartenente alla compagnia nigerina di trasporto Stm, aveva a bordo 54 passeggeri più l’autista e il suo aiutante, secondo i numeri ufficiali forniti dalle autorità beninesi: proveniente da Lomé (in Togo) e diretto a Niamey (in Niger), il mezzo ha urtato il parapetto di un ponte sul fiume Ouémé, sbandando e precipitando in acqua. Lunedì sera, il direttore dell’Agenzia per la protezione civile beninese (Abpc), Abdel Aziz Bio Djibril, ha dato un primo bilancio, di 27 vittime e nove sopravvissuti. Quello dei morti, però, è stato immediatamente aumentato e continua a salire con il proseguire delle operazioni di soccorso.
È stata invece confermata la cifra di nove sopravvissuti, attualmente tutti ancora ricoverati presso l’ospedale distrettuale di Savé, che sarebbero in condizioni stabili. Inoltre, la salma di un cittadino togolese è stata restituita alla sua famiglia e già rimpatriata in Togo.
In una nota diffusa ieri sera, a commento di questo drammatico fatto di cronaca, il governo beninese ha ricordato alle aziende di trasporto e agli autisti di “osservare scrupolosamente il codice della strada e di aumentare la vigilanza per limitare il rischio di incidenti stradali”.



