Il presidente del Burundi, Evariste Ndayishimiye, ha presentato pubbliche scuse ai popoli indigeni locali per le ingiustizie e discriminazioni subite dai governi post-coloniali, annunciando misure concrete di riparazione.
Nel corso della Giornata internazionale dei popoli indigeni, celebrata sabato nello stadio di Buganda, il capo dello Stato ha riconosciuto le sofferenze inflitte in particolare ai Batwa (o Twa), e in alcuni casi ad altri burundesi, tra i quali i membri dell’etnia Hutu, attribuendone l’origine alle politiche coloniali di divisione e dominio, perpetuate dai successivi governi.
Tra le azioni promesse ci sono la concessione di terre coltivabili e per l’abitazione ai Batwa, la promozione dell’accesso a un’istruzione di qualità e una maggiore rappresentanza nelle istituzioni decisionali. “Nessun burundese deve essere vittima di discriminazione” ha dichiarato Ndayishimiye, esortando le Nazioni Unite a sostenere questi sforzi e ricordando il ruolo dei colonizzatori belgi nell’origine delle disuguaglianze.




