La Nigeria si classifica come il Paese più pericoloso al mondo dove partorire. Lo rivela la Bbc che cita le stime più recenti delle Nazioni Unite relative al 2023, secondo le quali una donna su 100 muore durante il parto o nei giorni successivi, con una media di un decesso per parto ogni sette minuti. Nel 2023, il 29% di tutte le morti materne nel mondo è avvenuto in Nigeria: circa 75.000 donne in un anno.
Numeri terribili che posizionano la Nigeria in cima a questa drammatica classifica, che racconta una situazione ancora mancante per quanto riguarda la sanità nel Paese, nonostante gli sforzi degli ultimi anni. Si tratta in molti casi di decessi che si potrebbero evitare, spiega l’emittente. Secondo Martin Dohlsten dell’UNICEF alla base del fenomeno c’è una combinazione di fattori. La Nigeria conta infatti una grave carenza di medici e ostetriche (ne mancano circa settemila), costi troppo elevati e carenza nelle infrastrutture, scarso collegamento con le aree rurali e diffidenza verso i medici, tra le difficoltà principali. “Molte strutture sanitarie mancano dell’equipaggiamento di base, delle forniture e del personale formato, rendendo difficile fornire un servizio di qualità” ha dichiarato alla Bbc Mabel Onwuemena, coordinatrice nazionale della Women of Purpose Development Foundation
Un’iniziativa disposta dal governo per far fronte a questa emergenza è il Mamii (Maternal Mortality Reduction Innovation Initiative) con il quale si sono compiuti sforzi maggiori nel monitoraggio delle gravidanze a rischio e messa in atto una campagna di promozione a favore di un’assicurazione sanitaria pubblica e accessibile. Ma, nonostante i lievi progressi compiuti dal 2000 (decessi ridotti del 13 per cento), il Paese è ancora indietro rispetto alla media globale (decessi ridotti del 40 per cento).



