Tre partiti politici, il movimento armato Frud, quattro Ong e una dozzina di attivisti hanno firmato la Carta per una transizione democratica di Gibuti. La carta, secondo quanto riporta il sito di Radio France Internationale, prevede un possibile processo di transizione di due anni con nuove istituzioni e profonde riforme politiche, di sicurezza e persino economiche. Per Adan Mohamed Abdou, presidente del partito Ard, questo documento serve a preparare il Paese a una futura fine della presidenza di Guelleh per evitare l’anarchia.
āVogliamo che la futura transizione avvenga in modo pacifico – ha detto allāemittente francese -. Ma non possiamo anticipare questo o quello scenario. Quando il regime cesserĆ , non dovremmo sorprenderci, non dovremmo lasciare che il caos prenda il sopravvento. Quando il regime verrĆ rovesciato, sarĆ questa carta che sarĆ operativa per noi e ci stiamo giĆ preparando a subentrareā. Più che un testo, la Carta si presenta come lāatto formativo di una nuova formazione politica, con un programma in preparazione.
Il documento ĆØ stato presentato a pochi giorni dalle elezioni del 9 aprile nelle quali il presidente Guelleh cerca la riconferma per un quinto mandato. Tornata elettorale che ĆØ stata boicottata dallāopposizione. A sfidare il presidente ci sarĆ solo Zakaria Ismael Jafar, un candidato indipendente che si presenta come un politico anti-sistema che sostiene il rinnovamento.
āL’opposizione gibutina ĆØ totalmente disorientata – afferma Daoud Houmed, portavoce della maggioranza -. La transizione democratica a cui si riferisce non ĆØ decretata nĆ© a Nantes (in Francia, dove ĆØ stata firmata la Carta), e ancor meno a Bruxelles. Si decide con il voto delle urne. Spetta al popolo sovrano di Gibuti decidere a chi affidare i destini del Paese. Di conseguenza, il popolo sovrano non può fidarsi di una coalizione totalmente irresponsabileā.



