26/02/2014 – Africa – Rimpatrio rifugiati somali: una partita tra Kenya, Somalia e ONU

di AFRICA

 

Nel corso di una visita a Nairobi del primo ministro somalo Abbdiweli Sheikh Ahmed, mercoledì scorso, il vice-presidente keniano William Ruto ha dichiarato che sarebbero già tra 80.000 e 100.000 i rifugiati tornati volontariamente in Somalia, nel corso del processo di rimpatrio previsto da un accordo tripartito siglato lo scorso novembre tra Kenya, Somalia e UNHCR.

La notizia appare però in contraddizione con quanto riferito ad InfoAfrica dai responsabili dell’UNHCR presso il campo profughi di Dadaab, che hanno invece affermato che il processo di rimpatrio deve ancora cominciare e che “potrebbero esserci alcuni rifugiati che sono tornati spontaneamente in Somalia (o si sono recati lì in visita) senza informare l’UNHCR, anche se non è possibile verificarlo con certezza”.

Ad una domanda specifica di InfoAfrica in merito alla discrepanza tra questi numeri, la portavoce dell’UNHCR per l’Africa orientale, il Corno d’Africa elaregione dei Grandi Laghi, Kitty McKinsey, ha dichiarato che “la verità è che nessuno sa precisamente quanti rifugiati somali abbiano lasciato Dadaab per andare permanentemente in Somalia”.

“Abbiamo visto una diminuzione nel numero dei rifugiati registrati a Dadaab dopo un esercizio per verificare il numero effettivo dei rifugiati registrati, ma potrebbero esserci molte spiegazioni per questo – ha aggiunto Kitty McKinsey- Abbiamo anche delle statistiche per il numero di somali che attraversano il confine per andare in Somalia, ma non abbiamo statistiche per sapere quanti tornano poi di nuovo indietro ed è per questo motivo che non sappiamo quanti siano coloro che sono tornati definitivamente in Somalia”.

Secondo alcune ricostruzioni non confermabili, prima dell’esercizio di verifica dei rifugiati registrati da parte dell’UNHCR presso il campo di Dadaab nel corso del quale è stato chiesto ai rifugiati di lasciare le proprie impronte digitali, poteva capitare che una stessa persona venisse registrata più volte, in modo da ottenere maggiori razioni di cibo o per altri motivi legati all’amministrazione del campo.

Lo scorso ottobre i governi di Kenya e Somalia e l’UNHCR hanno firmato un accordo che prevedeva il rimpatrio volontario entro i prossimi tre anni dei rifugiati somali attualmente accolti in territorio keniano, la maggior parte dei quali sono ospitati presso il campo profughi di Dadaab.

All’inizio della scorsa settimana, l’UNHCR ha dato il via ad un sondaggio tra i rifugiati ospiti a Dadaab, per verificare le loro intenzioni sulla possibilità di tornare o meno nel loro paese. Il sondaggio si svolgerà nelle prossime sei settimane ed ai rifugiati sarà chiesto di esprimere la propria “libera e onesta opinione sulle loro intenzioni di ritornare in Somalia, le loro aspettative sulla sicurezza, le opportunità di guadagnarsi da vivere e l’esposizione ai servizi pubblici”.

Tra le domande previste dal sondaggio dell’UNHCR, inoltre, ve ne sono anche alcune riguardanti la conoscenza dell’attuale situazione di sicurezza e delle condizioni di vita in Somalia. Molti rifugiati hanno infatti lasciato il paese più di vent’anni fa e spesso non hanno notizie di prima mano sui possibili miglioramenti avvenuti negli ultimi tempi. * Michele Vollaro – Atlasweb

 

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