Nel 2025 l’Uganda Wildlife Authority (Uwa), l’autorità statale per la conservazione e la protezione faunistica, ha condotto il primo censimento delle specie in via di estinzione nel Paese, supportato dal Jane Goodhall institute. Ieri l’autorità ha diffuso alcuni dati, secondo cui nel Parco nazionale di Bwindi vivono 426 scimpanzé: è la prima volta che questi primati vengono censiti e secondo il direttore esecutivo dell’Uwa, James Musinguzi, l’iniziativa ha “colmato la lacuna nella documentazione dello stato degli scimpanzé, occupanti occasionali della foresta e una componente integrale e ampiamente distribuita della comunità delle grandi scimmie di Bwindi”.
Per decenni gli scienziati hanno sospettato che gli scimpanzé vivessero a Bwindi, ma il loro numero è rimasto oggetto di speculazioni e discussioni durate anni e, come spiegato da James Byamukama del Jane Goodall Institute Uganda, l’iniziativa puntava proprio a fare chiarezza e avere dati certi: “Per anni abbiamo avuto solo stime, ma nessun dato scientificamente convalidato. I risultati stabiliscono ora una chiara linea di base che guiderà la futura pianificazione e il monitoraggio della conservazione”.
Come spiega Nilepost, condurre un censimento della fauna selvatica a Bwindi, una delle foreste più dense e selvagge dell’Africa dal punto di vista biologico, ha presentato notevoli sfide logistiche. I ricercatori hanno suddiviso il parco in più linee di rilevamento e invece di contare direttamente gli scimpanzé, gli scienziati si sono affidati al conteggio dei nidi, un metodo ampiamente accettato nella ricerca sui primati. In media, uno scimpanzé costruisce un nido a notte. Considerando la produzione e il tasso di decomposizione dei nidi, i ricercatori possono modellare scientificamente la densità di popolazione.
I risultati indicano una densità di popolazione di circa 1,33 scimpanzé per chilometro quadrato, con le concentrazioni più elevate registrate nelle sezioni settentrionali del parco, un’area che i ricercatori spesso chiamano “collo di Bwindi”. Una delle scoperte più significative è stata la prova della sovrapposizione di habitat tra scimpanzé e gorilla di montagna, due delle grandi scimmie più iconiche del mondo. I ricercatori infatti hanno documentato numerosi casi in cui le aree di nidificazione di scimpanzé e gorilla sono state trovate in stretta prossimità, a volte all’interno della stessa località. La scoperta suggerisce che Bwindi possa essere uno dei pochi ecosistemi al mondo in cui più specie di grandi scimmie coesistono all’interno di un unico paesaggio protetto.



