Uganda, il leader dell’opposizione Bobi Wine è fuggito all’estero

di Tommaso Meo
Bobi Wine

Il leader dell’opposizione ugandese Bobi Wine – nome d’arte di Robert Kyagulanyi Ssentamu – ha detto di trovarsi temporaneamente all’estero dopo due mesi passati a nascodersi nel proprio Paese, temendo per la propria vita.

Wine, il principale sfidante a gennaio del presidente Yoweri Museveni, in carica dal 1896, aveva contestato la regolarità delle ultime elezioni. Era stato costretto a lasciare la sua casa di Kampala ed è ricercato dalla polizia.

In un videomessaggio di cinque minuti pubblicato sabato su X, Wine ha detto di aver lasciato il Paese per «impegni cruciali fuori dall’Uganda», senza specificare dove si trovi di che impegni si tratti.

Secondo Wine, la sua campagna elettorale è stata ostacolata dalle forze di sicurezza, che hanno bloccato i suoi comizi e arrestato i suoi sostenitori. Nel video Wine ha detto anche che Museveni ha «usurpato la volontà del popolo». L’81enne ha prevalso con il 72% dei voti.

La popostar ha spiegato che durante la sua permanenza all’estero si confronterà con gli alleati internazionali per poi tornare a proseguire quella che ha definito una battaglia per la libertà e la democrazia.

Da una località segreta Wine ha parlato ieri con l’emittente britannica Bbc sostenendo fosse «chiaro che il regime voleva eliminarmi». Il 44enne ha detto di non poter fornire dettagli su come o quando avesse lasciato l’Uganda per paura di mettere in pericolo coloro che lo avevano aiutato.

Wine ha spiegato che la sua famiglia se n’era andata «molto prima di lui», ma ha espresso timori per i membri del suo partito, la National Unity Platform, rimasti in Uganda, tra cui la sua vice, Lina Zedriga, che aveva designato come sua successora ad interim.

Secondo Wine, la sua casa nella capitale, Kampala, è ancora circondata dai militari, come lo è stata sin dal giorno delle elezioni.



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