Centinaia di abitanti della regione di Ségou, nel centro del Mali, stanno fuggendo dai loro villaggi dopo gli attacchi lanciati il 19 agosto dai jihadisti affiliati al Jnim (Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin) contro diverse posizioni dell’esercito. A Farabougou, località data alle fiamme, i miliziani hanno costretto donne e bambini a lasciare le case prima di uccidere diversi uomini, secondo quanto riferito da testimoni.
“Abbiamo dovuto scappare a Dogofry. Il villaggio è stato bruciato e non abbiamo nemmeno potuto seppellire i morti”, ha raccontato un sopravvissuto all’emittente Rfi.
Secondo le testimonianze raccolte, interi villaggi sono stati abbandonati, con famiglie in cammino a piedi o a bordo di carretti verso i centri più sicuri, come Dogofry, dove le autorità locali stanno cercando di offrire rifugio. Nei territori conquistati, i jihadisti hanno preso possesso di equipaggiamenti militari e continuano a presidiare l’area. L’esercito maliano non ha ancora ripreso le postazioni perse, mentre cresce la preoccupazione tra gli amministratori locali per l’assenza di una risposta rapida delle forze regolari.
Farabougou era già stata teatro di un blocco jihadista circa cinque anni fa, risolto solo grazie a una mediazione religiosa.


