Con un’estensione di circa 19600 km quadrati, il Parco Kruger è la riserva più grande del Sudafrica e tra i più estesi e antichi del continente. Negli ultimi giorni è acceso il dibattito circa la possibilità che il suo nome venga cambiato, riporta la Bbc. La proposta di rinomina è stata avanzata nella provincia di Mpumalanga dal partito Economic Freedom Fighters (EFF).
Alla base di questo possibile cambiamento c’è un nodo legato alle origini. Nato come Sabi Game Reserve, il parco fu ribattezzato nel 1926 in onore di Paul Kruger, ex presidente della Repubblica Sudafricana del tardo Ottocento e figura simbolo per gli Afrikaner, i discendenti dei coloni europei del XVII secolo. Per molti sudafricani, però, Kruger rappresenta un simbolo del passato razzista del Paese, poiché contribuì a espropriare le popolazioni africane locali.
Non è la prima volta che si discute un possibile cambio di nome per rompere con il passato. Dalla fine dell’apartheid nel 1994, riporta la Bbc, molte città, strade e infrastrutture del Sudafrica hanno cambiato nome per rompere con l’eredità coloniale e razziale passata.

Il dibattito è più complesso e acceso per quanto riguarda una struttura come il Kruger, poiché il cambiamento del nome non toccherebbe solo questioni circa l’identità storica del luogo, ma potrebbe avere ripercussioni circa la natura turistica cruciale per il Paese, con conseguenti questioni economiche delicate. Il parco attira quasi un milione di visitatori l’anno.
Il parco ospita circa 1.900 specie di piante, a testimonianza della grande varietà ambientale che lo caratterizza. Per quanto riguarda la fauna, il Kruger è celebre per accogliere tutti i membri dei Big Five: si stimano circa 2.500 bufali, 1.000 leopardi, 1.500 leoni, 5.000 rinoceronti (sia bianchi che neri) e oltre 12.000 elefanti. A questi si aggiungono numerosi altri mammiferi, tra cui zebre di Burchell, ghepardi, licaoni, giraffe, kudu, ippopotami, impala, facoceri, gnu, iene e molte specie di antilopi.


