Oltre 140.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case in diverse province del nord del Marocco dall’inizio della scorsa settimana a causa di forti piogge e inondazioni che hanno sommerso interi quartieri. La provincia di Larache è tra le più colpite, secondo quanto riportano le autorità locali citate dai media.
A Ksar El Kebir, città a circa 100 chilometri a sud di Tangeri, l’esondazione del fiume Loukkos ha messo sott’acqua interi quartieri. Le forze di sicurezza stanno evacuando i residenti, compresi anziani e bambini, rimasti intrappolati nelle abitazioni o sui tetti. In alcune zone i soccorsi sono avvenuti con piccole imbarcazioni, con numerose persone tratte in salvo dopo ore di isolamento.
Nella vicina provincia di Sidi Kacem oltre 10.000 persone sono state evacuate, in parte con l’ausilio di elicotteri, mentre le acque hanno invaso strade e terreni agricoli.
Al momento non si segnalano vittime, ma il servizio meteorologico marocchino avverte che sono attese nuove piogge intense e venti forti. Un’emergenza che arriva dopo sette anni di siccità e che evidenzia come il Paese sia sempre più esposto a fenomeni meteorologici estremi.


