L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato a New York una risoluzione che proclama ufficialmente il 1° ottobre Giornata internazionale del caffè. Il provvedimento, accolto con favore dalla Fao, riconosce il valore storico, culturale ed economico di una delle materie prime agricole più scambiate a livello globale e particolarmente presente in Africa. La decisione segue la proposta avanzata dalla stessa conferenza della Fao nel 2025.
Il settore del caffè rappresenta oggi un comparto industriale capace di generare entrate annuali superiori a 200 miliardi di dollari, assicurando il sostentamento di circa 25 milioni di agricoltori in tutto il mondo. Nel corso del 2024, la produzione globale ha superato gli 11 milioni di tonnellate, con un volume di scambi internazionali di circa 8 milioni di tonnellate di chicchi, per un valore commerciale stimato in 34 miliardi di dollari. Per diverse economie africane a basso reddito, l’esportazione di caffè costituisce una fonte vitale di valuta estera: in Etiopia ha inciso per il 27,9% sul totale delle esportazioni di merci, mentre in Uganda e Burundi le percentuali si sono attestate rispettivamente al 20,1% e al 19,5%.
L’istituzione di questa giornata – sottolinea la Fao – vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e gli attori economici sull’importanza socio-economica della filiera, promuovendo al contempo la sostenibilità e la resilienza del settore di fronte alla crisi climatica. La Fao, in collaborazione con l’Organizzazione internazionale del caffè, è stata incaricata di facilitare le celebrazioni e di implementare iniziative a supporto dei produttori, con particolare attenzione ai sistemi di tracciabilità richiesti dai nuovi standard di mercato e alla mobilitazione di investimenti per i piccoli proprietari terrieri in Africa e America Latina.


