Dopo la notizia del ritrovamento di frammenti auriferi nella comunità di Springs, un insediamento informale a est di Johannesburg, in Sudafrica è rapidamente salita la febbre dell’oro, riaccedendo speranze e preoccupazioni nel Paese.
La frenesia è iniziata quando un residente ha detto di aver trovato alcune pepite mentre scavava nel quartiere di Gugulethu. Nel giro di pochi giorni, decine di persone armate di pale e attrezzi di fortuna hanno cominciato dissodare un terreno, un tempo adibito a recinto per il bestiame, nella speranza di sfuggire alla povertà con un colpo di fortuna.
Springs, in passato importante centro minerario aurifero, ha conosciuto un lungo declino dopo che l’estrazione in profondità è diventata troppo costosa. Come precisa l’agenzia Apa, oggi gli insediamenti informali circostanti ospitano migliaia di migranti e sudafricani disoccupati che sopravvivono grazie a lavori precari.
Il dipartimento sudafricano delle Risorse minerarie ha condannato l’attività improvvisata, avvertendo che gli scavi sono illegali e dannosi per l’ambiente.
La corsa all’oro, secondo le autorità, riflette una realtà più ampia nelle township del Paese, dove disoccupazione, aumento del costo della vita e opportunità limitate spingono molti residenti verso forme di sostentamento sempre più rischiose.



