Quasi il 15% dei cittadini di São Tomé e Príncipe – che sono in totale 246.000 – vive oggi in Portogallo. Una presenza che ha avuto una progressione incredibile negli ultimi quattro anni passando dai 12.875 residenti del 2021 ai 46.731 attuali (compresi sia i cittadini nati nell’arcipelago sia i loro figli). Il dato, riportato da un servizio dell’emittente Rtp Play sulla base di informazioni dell’Istituto nazionale di statistica portoghese, evidenzia la portata di un esodo della popolazione in età lavorativa senza precedenti dall’indipendenza del Paese, nel 1975.
Il fenomeno, attribuito soprattutto alla mancanza di prospettive occupazionali per i giovani, al deterioramento dell’economia e ai bassi salari a fronte dell’elevato costo della vita, starebbe già producendo effetti sull’economia e sulla società di São Tomé e Príncipe. Tra le conseguenze viene segnalata una crescente carenza di personale qualificato nelle istituzioni pubbliche, tra cui insegnanti, medici, infermieri, ingegneri e funzionari amministrativi, ma anche nelle piccole e medie imprese. La mancanza di manodopera riguarderebbe inoltre professioni tecniche e artigianali, dai muratori ai carpentieri, dai meccanici ai fabbri, fino ad agricoltori, giardinieri e collaboratori domestici.
Secondo la stessa analisi, reclutatori portoghesi andrebbero alla ricerca a São Tomé di tecnici esperti in diversi settori, attraverso programmi presentati come corsi di formazione professionale di breve durata e finalizzati successivamente alla selezione dei lavoratori da assumere. Un fenomeno che rischia di accentuare ulteriormente la perdita di competenze, in un momento in cui anche il Portogallo registra l’emigrazione di personale specializzato verso altri Paesi europei, attratto da salari e condizioni di lavoro migliori.
L’esodo, si osserva, non avrebbe ricevuto sufficiente attenzione durante la recente campagna elettorale per le elezioni generali. Al nuovo governo, gli analisti chiedono di considerare il fenomeno una priorità, avviando uno studio sull’impatto dell’emigrazione sulla struttura economica e sociale del Paese e adottando misure a breve e lungo termine per contrastarlo.
L’analisi richiama infine l’importanza delle statistiche ufficiali nella definizione delle politiche pubbliche e nelle scelte degli investitori. La Direzione nazionale di statistica, si sottolinea, dovrebbe essere adeguatamente strutturata e garantire dati aggiornati e regolarmente pubblicati, così da consentire al governo di disporre degli strumenti necessari per affrontare gli squilibri economici e sociali e offrire maggiore trasparenza e credibilità anche agli investitori stranieri.



