L’esercito sudanese ha fatto ingresso nella città di Dilling, situata nel Kordofan meridionale, dopo aver rotto l’assedio imposto per oltre due anni dalle Forze di supporto rapido (Rsf) e dai loro alleati del Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (Splm-N).
In un breve comunicato ripreso dai media locali, le forze armate hanno reso noto che i loro reparti, coadiuvati da forze alleate, hanno aperto la via d’accesso principale alla città a seguito di un’operazione riuscita che ha costretto alla ritirata gli assedianti, distrutto veicoli nemici e garantito la libera circolazione di civili e rifornimenti essenziali.
Un testimone oculare ha riferito all’agenzia cinese Xinhua che unità dell’esercito hanno fatto irruzione a Dilling dopo scontri nelle aree periferiche della città, aggiungendo che i residenti sono poi usciti per accogliere i militari. Contestualmente, video diffusi sui social network mostrano scene di festeggiamenti con la partecipazione di forze governative e abitanti locali. Al momento non sono arrivati commenti ufficiali dalle Rsf.
Dilling, capoluogo dello Stato del Nilo Azzurro, era sotto assedio dall’inizio del conflitto tra esercito e Rsf scoppiato nel 2023, che ha causato una grave crisi umanitaria con interruzione delle principali vie di rifornimento per la popolazione civile.
Nella stessa giornata di ieri, il capo dell’esercito e della giunta al potere, generale Abdel Fattah al-Burhan, ha ribadito la determinazione delle forze armate a porre fine alla “ribellione” e a impedirne una possibile ripresa.
Dalla metà di aprile 2023 gli scontri tra esercito e Rsf hanno causato decine di migliaia di morti e lo sfollamento di milioni di persone all’interno e all’esterno del Sudan, secondo le stime delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie.



