Dalla legalizzazione alla ricerca: la nuova fase della cannabis terapeutica in Marocco

di Tommaso Meo

di Tommaso Meo

Un convegno a Casablanca delinea la strategia marocchina. Il regno punta su ricerca autonoma e medicina di precisione per affermarsi in un mercato globale in crescita

Il Marocco vuole diventare protagonista anche della ricerca scientifica sulla cannabis terapeutica. L’obiettivo è integrare il cannabidiolo (Cbd) — che il Paese già produce — nella pratica medica marocchina e costruire riferimenti scientifici e normativi propri, senza dipendere solo da studi internazionali.

È quanto emerso durante una giornata di studio organizzata dall’Università Mohammed VI della scienza e della salute e dal Centre Mohammed VI per la ricerca e l’innovazione a Casablanca. L’incontro, riportato dal quotidiano Le Matin, ha riunito autorità sanitarie, medici specialisti e istituzioni che operano nella filiera legale della cannabis, regolata dalla legge n. 13-21.

Al centro del dibattito c’è la necessità di basare l’uso terapeutico del Cbd su solide evidenze scientifiche, soprattutto per patologie come dolore cronico, epilessia resistente ai farmaci, disturbi neurologici e cure palliative. I medici hanno insistito sull’importanza di distinguere tra prove cliniche concrete e aspettative ancora da verificare.

Le autorità sanitarie hanno sottolineato che l’introduzione del Cbd nella medicina marocchina dovrà seguire percorsi rigorosi: formazione dei medici, standard etici elevati, controlli di qualità e coordinamento tra l’Agenzia nazionale per la regolamentazione delle attività legate alla cannabis (Anrac) e l’Ordine dei medici, per garantire legalità e sicurezza.

Il ministero della Salute e gli istituti accademici stanno già lavorando a una guida nazionale di prescrizione, costruita su circa 1.700 pubblicazioni scientifiche internazionali. L’ambizione è trasformare il Marocco in un Paese capace di produrre dati scientifici autonomi, adattati al contesto locale.

Tra i progetti più rilevanti c’è Epican, uno studio clinico nazionale che testerà un estratto di Cbd di origine marocchina nel trattamento delle epilessie infantili resistenti ai farmaci. L’obiettivo è duplice: rafforzare le evidenze terapeutiche su base locale e sviluppare una medicina di precisione su misura per la popolazione marocchina.

L’industria della cannabis marocchina, dopo la legalizzazione del 2021, ha già compiuto progressi importanti nel mercato locale e internazionale. Nel 2024 il settore ha raggiunto una produzione legale di oltre 4.000 tonnellate di cannabis, segnando una crescita significativa rispetto alle poche centinaia di tonnellate prodotte nel 2023. Anche la superficie coltivata legalmente è aumentata rapidamente: nel 2025 ha superato i 4.700 ettari dedicati alla cannabis legale, contro meno di 1.000 ettari nel biennio 2022-2023. Parallelamente, il numero di licenze rilasciate per attività di coltivazione, trasformazione e commercializzazione è salito a oltre 3.300 nel 2024.

A fine 2024 l’azienda farmaceutica marocchina Pharma 5 ha presentato il primo farmaco generico a base di cannabis interamente made in Morocco, il Cannabidiol Pharma, un trattamento per l’epilessia, segnando una pietra miliare nel mercato domestico. A ottobre 2025 Beldiya Plus, sviluppato dal laboratorio marocchino Cannaflex, è diventato il primo medicinale a base di cannabis coltivata in Marocco a essere esportato all’estero, in Sudafrica, aprendo la porta alla presenza internazionale dei prodotti marocchini.

Questi sviluppi si inseriscono in un contesto globale in espansione: secondo le proiezioni più recenti, il mercato mondiale della cannabis terapeutica è destinato a crescere con un tasso annuale del 2,24% nei prossimi anni, raggiungendo circa 23,9 miliardi di dollari entro il 2030. Il Marocco, con un settore in rapida crescita e una regolamentazione in evoluzione, mira ora a conquistare una quota crescente di questo mercato globale emergente.

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