In Madagascar almeno 40 persone sono morte per il passaggio del ciclone Gezani

di Tommaso Meo
Ciclone Gezani in Madagascar

Sono 40 le vittime accertate del passaggio in Madagascar del ciclone Gezani. Di queste, la maggior parte sono state registrate nel distretto di Toamasina, la seconda città del Paese, sulla costa orientale. Secondo il bilancio provvisorio aggiornato dal Bureau national de gestion des risques et des catastrophes (Bngrc) i dispersi sono 6 e i feriti 427, ma in numeri sono in aggiornamento.

Si contano inoltre 270.000 persone colpite, con circa 16.000 sfollati, in gran parte accolti in centri di emergenza, altri ospitati da familiari e vicini. Quasi 18 mila case sono state distrutte, oltre 37 mila danneggiate e circa 12 mila allagate. Gravi danni hanno interessato le strutture pubbliche, quelle sanitari e le scuole; centinaia di aule hanno perso il tetto o sono state distrutte, mettendo a rischio la ripresa delle lezioni in molte comunità. Numerose strade rimangono interrotte e vaste aree destinate alla coltivazione del riso sono state inondate.

Il governo Il governo del Madagascar ha proclamato lo stato di calamità nazionale e lanciato un appello alla solidarietà nazionale e all’assistenza internazionale per sostenere le operazioni di soccorso e la futura ricostruzione. Lo stato di emergenza, previsto dalla Costituzione per una durata iniziale di 15 giorni, conferisce poteri eccezionali per la mobilitazione di mezzi civili e militari, includendo possibili restrizioni alla circolazione e l’eventuale instaurazione del coprifuoco.

Sul fronte energetico, il ministero dell’Energia e degli Idrocarburi ha reso noto che il ripristino della rete elettrica richiederà fino a due settimane. A Toamasina, il principale porto del Madagascar, l’80% della rete di distribuzione è fuori uso, con la distruzione di circa mille pali elettrici e decine di trasformatori. La società idroelettrica Jirama ha inviato gruppi elettrogeni d’urgenza per alimentare le stazioni di produzione idrica. Anche la capitale Antananarivo sta subendo pesanti disservizi a causa dei detriti che ostruiscono il barrage di Andekaleka, principale fornitore del sistema interconnesso nazionale, dove l’elevato livello delle acque impedisce al momento gli interventi tecnici di pulizia.

A fine gennaio il Madagascar era già stato colpito dal ciclone tropicale Fytia, che ha attraversato l’isola causando almeno 14 morti e colpendo decine di migliaia di persone. Le forti piogge e i venti hanno provocato alluvioni diffuse, distruzione di abitazioni e danni alle infrastrutture, costringendo molte famiglie a lasciare le proprie case.

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