Almeno 14 persone sono state uccise e altre 23 ferite in un attacco con droni condotto dalle Forze di supporto rapido (Rsf) e da un movimento alleato contro la città di Dilling, nello Stato sudanese del Kordofan meridionale. La Rete dei medici sudanesi, gruppo di volontari, ha precisato che tra le vittime ci sono cinque bambini e due donne, mentre sette minori figurano tra i feriti. L’attacco, avvenuto sabato sera, sarebbe stato condotto dalle Rsf insieme al Movimento di liberazione del popolo sudanese-Nord.
Secondo la stessa organizzazione, i bombardamenti si inseriscono in un contesto di intensi combattimenti: la città è sotto pesanti colpi di artiglieria per il secondo giorno consecutivo, in una situazione aggravata da una grave carenza di personale sanitario e di forniture mediche. Testimoni oculari hanno riferito che i colpi hanno colpito soprattutto quartieri residenziali, distruggendo più di otto abitazioni.
Sul piano militare, le Forze armate sudanesi hanno dichiarato di aver respinto sabato un attacco delle Rsf sulla città, parlando di «scontri violenti» e sostenendo di aver distrutto 36 veicoli da combattimento e sequestrato altri quattro. Già il 26 gennaio l’esercito aveva annunciato l’ingresso a Dilling, seconda città più grande dello Stato, dopo un assedio durato oltre due anni.
L’area del Kordofan è da settimane teatro di operazioni militari intense, con un aumento degli attacchi con droni e dei bombardamenti che stanno provocando vittime civili e aggravando la crisi umanitaria. Il quadro si inserisce nel conflitto in corso tra esercito e Rsf dall’aprile 2023, che secondo stime internazionali ha già causato decine di migliaia di morti e milioni di sfollati, sia all’interno del Paese sia oltre confine.



