Il Sudafrica ha avviato nei giorni scorsi l’esercitazione navale “Will for Peace 2026” (anche nota come Mosi‑3), un’esercitazione multilaterale guidata dalla Cina e ospitata nelle acque al largo di Città del Capo con la partecipazione di navi militari di Pechino, Russia e Iran, nell’ambito del cosiddetto Brics+ (con Stati come Egitto ed Etiopia inclusi nel blocco ampliato).
La Marina militare sudafricana ha dichiarato che l’esercitazione, che durerà una settimana, è incentrata su azioni congiunte per la sicurezza della navigazione e la protezione delle rotte commerciali marittime, e comprende manovre di cooperazione e interoperabilità tra le flotte partecipanti.
L’iniziativa è vista da alcuni osservatori come una dimostrazione di influenza strategica da parte di Pechino e Mosca nelle acque dell’oceano Atlantico meridionale e dell’Oceano Indiano occidentale, in un contesto geopolitico caratterizzato da rivalità tra grandi potenze. La presenza di un contingente iraniano per la prima volta è stata interpretata come simbolo di una convergenza di interessi tra le tre nazioni.
La scelta di realizzare l’esercitazione in Sudafrica, pochi giorni dopo la cancellazione di un altro grande evento navale previsto lo scorso anno per non interferire con il vertice del G20 a Johannesburg, è destinata a irritare gli Stati Uniti e altri partner occidentali, che seguono con attenzione il rafforzamento dei legami militari tra Pretoria, Pechino e Mosca in un momento di relazioni già tese con Washington e Bruxelles.
Critici domestici e alcuni analisti militari sudafricani sostengono che l’esercitazione offre principalmente una vetrina di potere per Russia e Cina, con benefici limitati per le capacità della marina locale e possibili rischi per i rapporti commerciali con i principali partner occidentali.
Le autorità sudafricane, tuttavia, difendono l’iniziativa come un esercizio multilaterale mirato al rafforzamento della cooperazione per la sicurezza marittima, affermando che il paese mantiene relazioni diplomatiche e esercitazioni simili anche con altri Paesi a livello bilaterale e multilaterale.



