Guinea Bissau, la società civile contro i militari

di claudia
guinea bissau

Diverse organizzazioni della società civile senegalese e della Guinea Bissau, tra cui Afrikajom center (di Alioune Tine), il Frente popular (Armando Lona), Africtivistes (Cheikh Fall) e Sen_Caddhu (Senghane Senghor), hanno pubblicato una lettera aperta e congiunta in cui chiedono l’immediata proclamazione dei risultati delle elezioni presidenziali del 23 novembre 2025 in Guinea-Bissau.

Queste organizzazioni sostengono che solo questa operazione di trasparenza rispetterà la volontà popolare e ripristinerà l’ordine costituzionale, sospeso dal colpo di stato militare del 26 novembre.

La richiesta giunge in un momento di completa paralisi della Commissione elettorale nazionale (Cne). Martedì 2 dicembre, la Cne ha manifestato la sua “totale impossibilità” a concludere il processo elettorale dopo che i suoi locali sono stati saccheggiati e tutti i documenti e le apparecchiature informatiche, compresi i fogli di conteggio originali, sono stati confiscati. Secondo il vicesegretario esecutivo della Cne, Idriça Djalo, l’atto vandalico ha causato la perdita dei server e del software utilizzati per lo scrutinio nazionale, rendendo impossibile qualsiasi annuncio ufficiale dei risultati.

Nonostante queste difficoltà, le organizzazioni della società civile chiedono alla Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) di esercitare una forte pressione sui militari al potere affinché garantiscano la proclamazione dei risultati e l’insediamento del presidente eletto, spiegando anche che altre copie dei verbali dei seggi elettorali sono disponibili presso le commissioni regionali e possono essere legalmente utilizzate per concludere il processo elettorale. Le organizzazioni condannano “tutti i mezzi incostituzionali per prendere il potere” e descrivono il colpo di stato come “un crimine contro la democrazia e la sovranità del popolo” e chiedono inoltre l’immediato rilascio di tutti gli arrestati, tra cui Domingos Simões Pereira, il ritorno dei militari nelle loro caserme e la loro sottomissione all’autorità del presidente eletto.

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