Cresce la minaccia della cybercriminalità nel continente

di claudia
internet in africa

di Valentina Giulia Milani

La criminalità informatica in Africa è in rapido aumento, con il 30% dei reati in alcune aree legati al cybercrime. Interpol lancia l’allarme: servono cooperazione internazionale, leggi aggiornate e risorse per contrastare le minacce.

La criminalità informatica in Africa è in forte aumento e rappresenta fino al 30% dei reati segnalati in alcune regioni del continente, in particolare in Africa occidentale e orientale. Lo rivela un recente rapporto di Interpol sulla cyberminaccia, che lancia un appello urgente a una risposta coordinata da parte degli Stati africani.

Le principali minacce identificate includono frodi online, attacchi ransomware, compromissione di email aziendali (Bec) e casi crescenti di sextorsion, spesso basata su immagini manipolate tramite intelligenza artificiale. Le infrastrutture critiche non sono risparmiate: tra gli obiettivi recenti figurano l’Autorità per le strade urbane del Kenya e l’Ufficio nazionale di statistica della Nigeria.

I numeri del 2024 confermano la gravità del fenomeno: il Sudafrica ha registrato 17.849 attacchi ransomware, seguito dall’Egitto (12.281), dal Nigeria (3.459) e dal Kenya (3.030), evidenziando la vulnerabilità delle economie più digitalizzate. Inoltre, il 60% dei Paesi africani segnala un’esplosione di casi di sextorsion, spesso operati da reti criminali transnazionali come il gruppo Black Axe.

Tuttavia, la capacità di risposta resta debole. Solo il 30% dei Paesi dispone di sistemi di notifica per incidenti informatici, il 29% ha strumenti per l’analisi di prove digitali e solo il 19% possiede banche dati sulle minacce cyber. Nove Paesi su dieci riconoscono l’urgenza di potenziare le proprie forze dell’ordine e le capacità di indagine.

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A pesare sono anche le carenze normative e istituzionali: tre quarti degli Stati africani dichiarano di avere quadri legislativi inadeguati, e il 95% denuncia mancanza di formazione, risorse e strumenti specializzati. La cooperazione internazionale resta limitata: l’86% dei Paesi segnala ostacoli nei meccanismi di collaborazione formale e difficoltà ad accedere a dati ospitati all’estero.

Nonostante queste sfide, Interpol evidenzia progressi: alcune nazioni hanno aggiornato le proprie leggi in linea con gli standard internazionali, creato unità specializzate e partecipato a operazioni transfrontaliere come Serengeti e Carton Rouge, che hanno portato a oltre 1.000 arresti.

L’organizzazione internazionale sollecita ora un rafforzamento della cooperazione multilaterale e con il settore privato, oltre all’adozione di tecnologie emergenti per prevenire e contrastare in modo efficace le minacce digitali. Il rapporto si inserisce nell’ambito dell’iniziativa African Joint Operation against Cybercrime (Afjoc), sostenuta dal Regno Unito per aumentare la resilienza informatica degli Stati africani. 

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