Clima teso in Uganda: l’esercito accusato di violenze, espulsa una giornalista

di claudia

Non accenna a calmarsi il rovente clima politico in Uganda. Nella giornata di ieri, l’ennesima caratterizzata da toni post-elettorali durissimi e violenti, il generale ugandese Muhoozi Kainerugaba (foto di apertura), capo di stato maggiore dell’esercito, figlio ed erede dell’attuale presidente Yoweri Museveni, ha scritto su X una serie di messaggi che lasciano intendere un regolamento di conti in corso.

Kainerugaba ha scritto che le forze armate, la scorsa settimana, hanno “ucciso 22 membri del Nup”, il partito di opposizione guidato da Bobi Wine, e che “Kabobi”, un termine dispregiativo in lingua lingala con cui l’ufficiale militare indica proprio Wine, “sarà il 23esimo”.

Inoltre, le autorità ugandesi ieri hanno arrestato, detenuto ed infine espulso la giornalista sudsudanese di Sky News Yousra Elbagir, accusata di diffondere informazioni false dopo la messa in onda di un reportage sulle violenze della polizia durante le elezioni del 15 gennaio, in cui la capitale ugandese Kampala viene definita “zona di guerra” e nel quale vengono mostrate immagini molto forti delle violenze di militari e polizia. Immagini forti per le quali persino lo stesso Kainerugaba si è sentito in dovere di scusarsi, sciorinando la teoria delle “mele marce”.

Durante il blackout di internet post-elettorale, le forze di sicurezza hanno commesso gravi abusi e ci sono le immagini, che stanno circolando su internet, a parlare: a Bulenga, una madre ha raccontato che uomini armati, alcuni in uniforme militare, altri in borghese, hanno fatto irruzione in casa sua, hanno aggredito i familiari, picchiato i suoi figli e hanno tentato di violentare sua figlia. Hanno rubato del denaro, distrutto oggetti e minacciato di morte. 

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