Il periodo compreso tra luglio e settembre porterà piogge superiori alla media nella maggior parte della regione del Corno d’Africa. Lo ha annunciato ieri il Centro di previsione climatica e applicazioni (Icpac) dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad), evidenziando i rischi connessi per l’agricoltura e la sicurezza alimentare.
Secondo l’ultimo bollettino dell’Icpac, precipitazioni eccezionalmente abbondanti sono attese già da luglio in Kenya, Somalia, Etiopia, Uganda, Sud Sudan e Sudan. Il fenomeno sarà accompagnato da temperature più alte della media, in particolare nel Sudan settentrionale e meridionale, Sud Sudan, parte centrale e meridionale dell’Etiopia, Somalia, Kenya, Uganda, Ruanda, Burundi e Tanzania.
Alcune aree, tuttavia, registreranno condizioni più secche e fresche del consueto. Secondo l’analisi dell’Icpac, livelli di umidità inferiori alla media interesseranno alcune zone del Sud Sudan, dell’Etiopia e della Somalia. Temperature normali o inferiori alla norma sono previste invece nel nord-ovest della Somalia, nel nord dell’Etiopia, nel sud di Gibuti, in Eritrea, nel Sudan centrale e nelle zone transfrontaliere di Kenya, Uganda e Sud Sudan.
“Il Corno d’Africa è sempre più soggetto a estremi climatici, che vanno dalla siccità alle inondazioni, con gravi conseguenze per i mezzi di sussistenza delle popolazioni,” ha dichiarato Mohamed Ware, vicesegretario esecutivo dell’Igad.
Tradizionalmente, il trimestre luglio-settembre è un periodo secco, cruciale per la maturazione, l’essiccazione e il raccolto del mais, alimento di base piantato in aprile. Tuttavia, l’anticipo delle piogge legato ai cambiamenti climatici rischia di compromettere questo ciclo stagionale, aggravando le vulnerabilità già esistenti sul fronte della sicurezza alimentare.



