Il consigliere de presidente degli Stati Uniti per gli affari arabi e africani, Massad Boulos, ha annunciato l’avvenuta distribuzione di “oltre 1,3 tonnellate di cibo, forniture per la depurazione dell’acqua e kit sanitari di base” tra i rifugiati ad El Fasher, in Sudan, la prima consegna di aiuti di questo tipo in 18 mesi. Lo si apprende da un post su X di Boulos.
Questa consegna è il risultato di “mesi di negoziati facilitati dagli Stati Uniti sull’accesso umanitario”, ha scritto Boulos, secondo cui l’operazione fa seguito a una missione di valutazione delle Nazioni unite condotta a fine dicembre e coordinata da vicino con l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) e i suoi partner.
Boulos ha sottolineato la situazione critica dei civili di El Fasher che hanno “sopportato mesi di assedio con l’accesso umanitario bloccato” e ha sottolineato la necessità che questi aiuti continuino a fluire “senza ostacoli, non solo a El Fasher, dove la situazione resta disastrosa, ma in tutto il Sudan”.
Washington continua a fare pressioni sulle parti in conflitto affinché si raggiunga una tregua umanitaria a livello nazionale e invita la comunità internazionale ad aumentare i propri contributi per sostenere l’Ufficio delle Nazioni unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) e le organizzazioni umanitarie che operano in Sudan, un Paese devastato dalla carestia, dalla malnutrizione e dagli sfollamenti forzati dovuti al conflitto.
Il conflitto in corso in Sudan dal 15 aprile 2023 tra l’esercito e i paramilitari delle Rapid support forces (Rsf) ha causato la morte di decine di migliaia di persone e lo sfollamento di oltre 14 milioni di persone.



