Accuse pesanti e condanne colpiscono diversi ausiliari dell’esercito in Burkina Faso

di claudia
burkina faso

di Andrea Spinelli Barrile

Una pioggia di condanne e accuse molto gravi ha interessato in questi giorni diversi ausiliari dell’esercito burkinabé. Atrocità che il sistema giudiziario militare sta esaminando per rassicurare la popolazione e garantire che la lotta contro l’insicurezza non venga usata come scusa per commettere abusi e reati contro i civili.

Omicidi, torture, mutilazioni e persino abusi, violenza e dileggio dei cadaveri dei malcapitati, sono queste le atrocità di cui sono stati accusati diversi ausiliari dell’esercito burkinabé e per i quali sono anche stati condannati.  Dal 19 al 21 novembre, il tribunale militare di Ouagadougou ha svolto un’udienza itinerante al campo Nazi Boni di Dédougou, durante la quale sono stati esaminati 12 casi di giustizia penale che hanno portato a pesanti condanne per alcuni membri dei Volontari per la difesa della patria (Vdp, ausiliari civili dell’esercito). Lo riporta l’Express du Faso.

Tra i casi trattati dal Tribunale militare di Ouagadougou, uno dei più significativi ha visto coinvolti quattro Vdp, inizialmente processati per omicidio: il tribunale ha riclassificato le accuse come mutilazione di cadavere e violazione del rispetto dovuto ai defunti, atrocità che sarebbero state commesse sui resti di un sospetto terrorista. Altri due Vdp, originari di Tchériba, sono stati giudicati colpevoli di omicidio. I Vdp avrebbero controllato e fermato alcune persone, tutte morte il giorno dopo: sono stati condannati a 11 anni di carcere, di cui quattro con pena sospesa per uno e tre con pena sospesa per l’altro.

Il procuratore militare, comandante Ahmed Ferdinand Sountoura, ha ricordato in una dichiarazione rivolta alle Forze di difesa e sicurezza (Fds) e ai Volontari per la difesa della patria (Vdp) l’importanza di rispettare rigorosamente le regole di ingaggio, in particolare per quanto riguarda l’uso delle armi da fuoco, ed ha sottolineato che la loro missione non deve in nessun caso essere motivata da vendetta o da odio etnico.

“Noi della Procura militare siamo ben consapevoli di trovarci in una situazione di sicurezza difficile e non ignoriamo gli sforzi compiuti dalle Forze di difesa e di sicurezza per ripristinare la pace e l’ordine tra la popolazione. Tuttavia, ciò che denunciamo è che gli abusi, in particolare quelli derivanti dall’uso eccessivo della forza, e in particolare delle armi da fuoco, devono essere condannati”. Rivolgendosi alla popolazione civile, la Procura militare ha anche sottolineato che l’esercito non è immune dalle punizioni: “L’esercito punisce innanzitutto i suoi membri attraverso sanzioni disciplinari, ma oltre a ciò, se gli atti costituiscono un vero e proprio reato, i procedimenti vengono portati dinanzi ai tribunali militari” ha spiegato la Procura militare, ammettendo tuttavia che il funzionamento dell’istituzione militare non è noto al pubblico.

Secondo il procuratore, il sistema giudiziario militare sta lavorando per rassicurare la popolazione sulla sua vigilanza e sta indagando a fondo sulle azioni delle forze per garantire che la lotta contro l’insicurezza non venga usata come scusa per commettere abusi e reati contro i civili. Il procuratore militare ha quindi esortato la popolazione ad avere fiducia nelle forze di difesa e di sicurezza e a fornire loro informazioni di intelligence per sconfiggere la minaccia terroristica.

La questione delle atrocità, o presunte tali, commesse dall’esercito e dalle milizie, contro i jihadisti ma anche contro la popolazione civile considerata connivente con i gruppi armati, è stata una questione mediaticamente molto delicata per la giunta militare burkinabé, che nel 2024 ha dovuto commentare e smentire diverse volte le notizie circa la violenza dello Stato. A luglio 2024, sui social network sono circolate immagini di rara crudeltà, in cui dei militari presumibilmente appartenenti alla Forze di difesa e sicurezza del Burkina Faso e ai Volontari per la difesa della patria mutilano il corpo di un uomo: il cadavere è già smembrato e decapitato e i soldati, parlando in lingua moore, dicono di voler prendere il fegato e il cuore. Guardando in camera, i soldati non si preoccupano di non farsi riconoscere e dicono di essere membri del Bir 15 cobra 2, una delle brigate di intervento rapido creata due anni fa su ordine del leader della giunta militare, Ibrahim Traoré. Altri video mostrano civili armati, si presume dei Vdp, che si mettono in posa accanto a una testa decollata e impalata: uno di loro ha in mano una gamba del malcapitato e ride in favore di telecamera. A onor del vero, lo Stato maggiore delle Forze armate burkinabé ha sempre e immediatamente condannato “con fermezza questi macabri atti” definiti “antitetici ai valori militari e morali e contrari alle regole di ingaggio dei combattenti nella lotta al terrorismo” accusando le persone nei video di gettare discredito “all’eroica lotta delle forze burkinabé”.

Esercito

Tuttavia, queste dinamiche violente sono da un lato una caratteristica della guerra e, dall’altro, la dimostrazione plastica che arruolare milizie civili di non professionisti rischia di far sfuggire di mano il loro controllo. Dinamiche simili stanno avvenendo in Mali: il 17 luglio 2024 le Forze armate del Mali hanno ordinato un’indagine per approfondire la veridicità di un video che mostra un uomo in uniforme militare maliana che taglia un cadavere di fronte ad alcuni commilitoni dicendo di volerlo mangiare. Il video è circolato per settimane e diversi utenti suggerivano che si trattasse di un militare maliano: in effetti la persona nel video ha sul petto le mostrine delle Fama.

Lo Stato maggiore dell’esercito maliano, in una dichiarazione ufficiale in cui descrive il contenuto del video come una “rara atrocità”, ha detto di voler indagare a fondo su quanto avvenuto: il video potrebbe essere stato girato a Sokolo, nel circolo di Niono, oppure a Mourdiah, vicino al confine con la Mauritania, ma non è chiaro a quando risalgano le immagini. Nel video si vede questa persona in uniforme militare che con un machete taglia lo stomaco di un altro uomo, cadavere ai suoi piedi, e parlando in bambara dice che ne mangerà il fegato. Un gruppo di uomini in divisa ride assistendo alla scena. Dalle divise, sembrerebbero soldati del Reggimento commando paracadutisti (Rcp), presente da giugno 2022 a Sokolo, circolo di Niono, nel Mali centrale.

Questo è solo uno dei casi. quel video ha iniziato a circolare il 16 luglio 2024 e dopo se ne sono aggiunti altri, che sono la continuazione del primo: dopo aver annunciato che intendono mangiare il fegato della loro vittima, i soldati entrano in azione, cucinano gli organi, avvolgono un dito di una vittima in un foglio di alluminio e lo chiamano “souvenir”. Una fonte della sicurezza maliana ha detto a Rfi che altri casi simili sono già stati segnalati alla gerarchia militare. 

Condividi

Altre letture correlate: