Open Restitution Africa: ridare voce e futuro al patrimonio africano

di claudia

Sempre più stati e comunità africane reclamano il patrimonio sottratto durante il colonialismo. In prima linea c’è Open Restitution Africa, organizzazione panafricana guidata da donne che rimodella la narrazione sulla restituzione.

Sempre più stati africani stanno rivendicando negli ultimi tempi il loro patrimonio culturale trafugato durante il colonialismo ed esposti nei musei occidentali. Un’onda di decolonizzazione culturale che non si ferma. In prima linea, oltre ai governi africani, ci sono gruppi di studiosi e attivisti africani, un esempio virtuoso, interamente guidato da donne, si chiama Open Restitution Africa (ORA).

ORA – si legge sul sito – è un progetto panafricano che si concentra sul tema della restituzione del patrimonio culturale africano (oggetti, beni materiali, ma anche “antenati umani”, ossia resti umani) detenuti fuori dal continente. Fondato nel 2020 dalla sudafricana Molemo Moiloa e dalla kenyana Chao Tayiana Maina (nella foto), l’organizzazione si occupa di mappare gli sforzi passati e presenti di restituzione del patrimonio africano condotti da comunità, esperti e istituzioni africane. Il team è altamente specializzato ed è composto da almeno cinque donne con diversi ruoli (ricerca, advocacy, operazioni).

L’impegno di ORA non riguarda solo lo sforzo per il ritorno in patria dei manufatti sottratti, ma mira a rimodellare la narrazione della restituzione, concentrandosi sugli operatori africani, aumentando l’efficacia di tali processi in tutto il continente e in tutto il mondo. Tramite la sua narrazione non lascia che siano solo musei o istituzioni occidentali a “raccontare” la restituzione, ma cerca di dare voce, storie, leadership ad attivisti, comunità africane impegnate in prima linea per questa causa, aprendo anche un dibattito critico.

Un esempio concreto è il rapporto del 2022 intitolato Reclaiming Restitution: Centering and Contextualizing the African Narrative. In quel documento – riporta Artnews.com – le fondatrici di Open Restitution Africa sostenevano che, nonostante negli ultimi anni siano aumentate le discussioni sulla restituzione in Africa, le voci africane e i bisogni reali delle comunità africane restano quasi del tutto escluse. Basti pensare che solo una percentuale molto bassa (il 4 per cento) delle pubblicazioni accademiche sulla restituzione tra il 2016 e il 2021 è stato scritto da africani.

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