Ex primo ministro del Ciad condannato a 20 anni di carcere, “un processo politico”

di claudia

Quello contro l’ex primo ministro del Ciad, Succès Masra, condannato sabato a 20 anni di carcere, è stato un “processo politico” frutto di un dossier “vuoto” e di una giustizia “strumentalizzata” per eliminare ogni opposizione. È quanto ha dichiarato il collegio di difesa dell’oppositore in seguito alla lettura della sentenza.

L’avvocato Kadjilembaye Francis, citato dai media locali, ha parlato di un’umiliazione indegna e di un giudizio infondato. Un portavoce del governo ha invece affermato che la magistratura è indipendente e invita a rispettarne le decisioni.

Masra è stato riconosciuto colpevole di aver “diffuso messaggi di natura razzista e xenofoba” e condannato per complicità in omicidio in merito ai conflitti intercomunitari di Mandakao, nel sud-ovest del Paese. Qui, il 14 maggio scorso, 42 persone hanno perso la vita nelle violenze che si sono verificate.

La sentenza obbliga il politico a versare 1 miliardo di franchi Cfa (circa un milione e mezzo di euro) allo Stato del Ciad come risarcimento. Se la condanna sarà confermata in appello, Masra perderà inoltre tutti i suoi diritti civili e politici, gli sarà vietato di guidare il suo partito – Les Transformateurs – o di candidarsi a qualsiasi elezione. Il 41enne, intanto, si è dimesso dalla direzione, lasciando la gestione a un collegio di suoi fedelissimi.

La difesa di Marsa ha già annunciato che presenterà ricorso, con la possibilità di adire la Corte di cassazione e persino le istanze internazionali.

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