Camerun verso le urne tra esclusioni, tensioni e una presidenza senza fine

di claudia

di Tommaso Meo

Il Camerun si prepara alle prossime elezioni, in programma il 12 ottobre. Dodici candidati sfideranno il presidente uscente Paul Biya, 92 anni, tra i capi di Stato più longevi al potere in Africa, in corsa per l’ottava volta consecutiva alla presidenza del Camerun.

Sono ufficialmente 12 i candidati che sfideranno il 92enne presidente uscente Paul Biya alle elezioni presidenziali in programma il 12 ottobre. La lista è stata validata ieri settimana dal Consiglio costituzionale del Camerun dopo aver valutato i ricorsi di 35 altri candidati le cui candidature erano state respinte dall’organismo elettorale nazionale, Elections Cameroon (Elecam). Inizialmente Elecam aveva approvato 13 degli 83 candidati iniziali alla presidenza, ma in seguito il Consiglio ha estromesso anche Hilaire Zipang del partito Progressive Movement, riducendo a 12 il numero dei candidati definitivi.

Il Consiglio ha inoltre respinto anche la richiesta del leader dell’opposizione Maurice Kamto, sostenendo che il suo partito (Mouvement africain pour la nouvelle indépendance et la démocratie, Manidem) aveva registrato più di un candidato. Una decisione che è destinata a fare discutere nel Paese dell’Africa occidentale. Il presidente di Manidem, Anicet Ekane, ha infatti affermato che il partito sosteneva solo Kamto e che la decisione della commissione elettorale era arbitraria.

L’esclusione di Kamto ha già scatenato critiche tra i suoi sostenitori e i membri del partito, che dal 26 luglio – quando il suo nome fu estromesso la prima volta – hanno organizzato marce e proteste pacifiche in tutta la capitale, Yaoundé. Le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, arrestandone almeno 35. “La decisione del Consiglio costituzionale si basa su motivi politici piuttosto che giuridici”, ha commentato a Human Rights Watch Hyppolite Meli Tiakouang, membro del team legale di Kamto. “Kamto è vittima di manovre fraudolente che mirano a mettere a tacere qualsiasi opposizione, gettando le basi per elezioni ingiuste”. Secondo il gruppo internazionale per i diritti umani, che ha diffuso una nota, la decisione di escludere Kamto dalla corsa presidenziale “riflette la storica intolleranza del governo nei confronti di qualsiasi forma di opposizione e dissenso” e “mina il diritto dei camerunesi di partecipare a elezioni libere ed eque”.

Come ha notato Le Monde, queste elezioni presidenziali si svolgono in un contesto di fragilità politica, sociale ed economica, segnato dalla crisi che dal 2016 imperversa nelle regioni anglofone del nord-ovest e del sud-ovest e da una disoccupazione galoppante. Nel Paese quasi il 60% della popolazione ha meno di 25 anni e il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 74%. L’opposizione camerunese, storicamente divisa, fatica ancora a trovare un’unità. I rappresentanti di diversi partiti hanno pubblicato un comunicato in cui si impegnano a scegliere “un candidato di consenso attorno a un programma comune», senza però avanzare alcun nome”.

maurice kamto
Maurice Kamto

Kamto era lo sfidante più accreditato di Biya: nelle elezioni del 2018 era arrivato secondo con il 14% dei voti, mentre il presidente uscente aveva ottenuto oltre il 70% dei voti in un’elezione caratterizzata da presunte irregolarità e bassa affluenza. Biya, classe 1933, è il capo di Stato più anziano al mondo, ed è al potere dal 1982, quasi metà della sua vita. Il mese scorso ha annunciato la sua intenzione di correre nuovamente per la presidenza, in mezzo a diversi dubbi sulle sue condizioni di salute.

Tra i candidati ammessi alla competizione elettorale, oltre a Biya, figurano invece, tra gli altri, Ateki Seta Caxton del Parti de l’Alliance Libérale (Pal) e Tomaino Hermine Patricia née Ndam Njoya, candidata dell’Union Démocratique du Cameroun (Udc). Tra i nomi più in vista ci sono Joshua Nambangi Osih del Social Democratic Front (Sdf) e Cabral Libii (Pcrn), candidati anche nel 2018. Le oltre 80 domande di candidatura per queste elezioni hanno rappresentato un record per il Camerun dal ritorno del multipartitismo nel 1990. In precedenza, nel 2011 erano state 52 e nel 2018 appena 28.

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