In Africa il turismo ha riacceso i motori

di claudia

di Maria Scaffidi

Dopo le restrizioni causate dalla pandemia e la ripresa del 2023, il 2024 ha segnato un anno record per gli arrivi internazionali nel continente. Un trend destinato a durare e crescere, che presenta opportunità e pone allo stesso tempo sfide.

Sono stati 74 i milioni di arrivi internazionali in Africa nel 2024. Un dato in aumento del 12% rispetto al 2023 e, cosa ancora più significativa, del 7% rispetto al 2019, ovvero l’anno che ha preceduto il blackout causato dalla pandemia di Covid. E stato questo uno degli elementi sottolineati a Luanda, dove nei giorni scorsi si è tenuta la seconda Conferenza ministeriale di UN Tourism (Unwto) e International Civil Aviation Organization (Icao) sul turismo e il trasporto aereo in Africa. 

Restando ai numeri, il Gambia ha registrato l’incremento più alto in termini percentuali (+46%), seguito da Marocco (+22%), Egitto (+21%), Etiopia (+7%) e Sudafrica (+6%). Ma, in generale, perché questa industria – che ha tanti risvolti e può generare un numero rilevante di posti di lavoro – possa davvero essere incisiva in maniera più sostenibile, i partecipanti alla conferenza di Luanda hanno lanciato un appello unanime a rafforzare i partenariati e la collaborazione per sbloccare la crescita della regione.

Nelle previsioni del World Travel and Tourism Council (Wttc), un’associazione che rappresenta l’imprenditoria alberghiera e dei viaggi su scala mondiale, la tendenza è destinata a proseguire: nel periodo 2023-2033, il turismo in Africa dovrebbe vedere aumentare mediamente il proprio volume del 5,1% annuo. Un dato che guardando i numeri attuali potrebbe anche essere sottostimato.

Secondo il Wttc, nel 2033 il turismo potrebbe generare 12,7 milioni di nuovi posti di lavoro in Africa. Di fatto, è un settore che ha la capacità di assumere giovani con poche o nessuna qualifica e di offrire un percorso di carriera. Oltre a rappresentare un volano per l’integrazione di persone poco qualificate nel mercato del lavoro, il turismo in Africa rappresenta poi una porzione importante dell’occupazione femminile. 

Se, già a livello globale, le donne sono la maggioranza delle persone impiegate nel turismo (54%) il dato sale ancora per il Continente africano: qui, secondo l’Unwto, su dieci occupati nel settore turistico, circa sette sono donne (69%).  

Nonostante questa significativa rappresentanza, “le donne nel turismo spesso incontrano limitazioni, occupano posizioni meno retribuite e meno qualificate e sono più spesso impegnate in lavori informali rispetto agli uomini” precisa l’agenzia Onu in un rapporto di qualche mese fa, evidenziando l’urgenza di “affrontare le barriere sistemiche e di sfruttare il pieno potenziale delle donne”.

La Conferenza di Luanda

La conferenza di tre giorni tenuta a Luanda – tenuta mentre nella città erano in corso proteste contro il carovita – è stata incentrata sul rafforzamento delle sinergie tra due dei settori in più rapida crescita in Africa: il turismo e il trasporto aereo; entrambi, fattori fondamentali per la creazione di posti di lavoro, l’innovazione e una maggiore mobilità regionale.

Nel suo discorso di apertura, il Segretario Generale dell’Unwto Zurab Pololikashvili ha affermato che il “il turismo e il trasporto aereo non sono solo motori di crescita, ma anche vie verso l’empowerment, le opportunità e la trasformazione”. Lo stesso ha inoltre sollecitato un’azione politica decisa per rimuovere gli ostacoli che frenano il turismo africano, perché il turismo e il trasporto aereo non sono solo motori di crescita, ma anche vie verso l’emancipazione, le opportunità e la trasformazione.

Il presidente del Consiglio dell’Icao, l’italiano Salvatore Sciacchitano, ha elogiato lo spirito di collaborazione dell’iniziativa: “Il turismo e l’aviazione devono crescere di pari passo. Attraverso una visione condivisa e la coerenza delle politiche, possiamo promuovere lo sviluppo sostenibile, migliorare la sicurezza e garantire che nessun Paese venga lasciato indietro”.

Connettività, riforma delle politiche, investimenti

La Conferenza di Luanda ha posto un forte accento sulla promozione dei settori del turismo e del trasporto aereo in Africa attraverso una maggiore connettività, riforme normative e collaborazione intersettoriale. I delegati hanno convenuto che l’allineamento delle politiche in materia di aviazione e turismo è fondamentale per liberare il potenziale del continente, in particolare attraverso accordi di libere rotte, una pianificazione coerente delle infrastrutture e investimenti pubblici e privati. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla semplificazione delle procedure di rilascio dei visti – un tema molto sentito in Africa – alla promozione del marketing congiunto delle destinazioni e all’eliminazione delle barriere di viaggio per stimolare il turismo intra-africano.

Condividi

Altre letture correlate: