28/08/13 – Liberia – Bocciati all’università, in cerca di un futuro

di Mario

Un fatto “sconcertante”, ma che paradossalmente può essere “uno stimolo a costruire un futuro migliore per i giovani”: missionari da anni in Liberia definiscono in questi termini la bocciatura di 25.000 ragazzi su 25.000 ai test di ammissione a una delle due università pubbliche di Monrovia e del paese.

Conseguenza dell’introduzione di standard più elevati per la conoscenza della lingua inglese, i risultati delle prove hanno spinto a intervenire ieri persino la presidente Ellen Johnson Sirleaf. Dopo un incontro con il rettore e alcuni responsabili dell’Università della Liberia, il capo di Stato in persona ha annunciato una deroga per 1800 ragazzi che ora potranno accedere ai corsi del primo anno.

Secondo i missionari, dieci anni dopo la fine della guerra civile cominciata nel 1989 uno dei problemi più gravi è il divario tra città e campagne. “Il livello di istruzione fornito dalle scuole dei villaggi – sottolineano i religiosi – resta molto basso nonostante l’impegno profuso negli ultimi anni sia dal governo che dalla Chiesa e dal corpo insegnanti”.

In questa prospettiva, i brutti voti di Monrovia possono essere uno stimolo a fare di più. “Dopo la fine della guerra era necessario rimettere in piedi gli edifici distrutti – dicono alla MISNA – ma ora bisogna fare un passo più in là, prendendo per mano i ragazzi, la prima generazione cresciuta dopo il conflitto”. La Sirleaf ha sostenuto che dalla sua elezione nel 2005 il numero delle iscrizioni a scuola è quadruplicato. “La seconda fase è la più difficile – ha aggiunto la presidente – e riguarda l’istruzione di qualità”. – Misna

 

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