Un ex diplomatico belga andrà a giudizio per l’omicidio di Patrice Lumumba

di Tommaso Meo
lumumba

Un tribunale del Belgio ha ordinato il rinvio a giudizio di un ex diplomatico belga, Étienne Davignon, oggi 93enne, per il suo presunto coinvolgimento nell’assassinio di Patrice Lumumba, l’eroe dell’indipendenza e primo primo ministro dello Stato della Repubblica Democratica del Congo. La decisione, giunta ieri, segna una svolta storica nel lungo percorso giudiziario volto a far luce sulle responsabilità coloniali di Bruxelles nella morte del leader congolese, avvenuta nel 1961.

La notizia della messa in stato di accusa rappresenta il culmine di un’indagine durata oltre 12 anni, avviata dopo una denuncia presentata dalla famiglia Lumumba. Il diplomatico è accusato di complicità in crimini di guerra. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe partecipato alla logistica necessaria per il trasferimento Lumumba nelle mani dei suoi aguzzini nella regione del Katanga, dove fu giustiziato da un plotone d’esecuzione sotto la supervisione di ufficiali belgi.

L’assassinio di Lumumba, avvenuto appena sette mesi dopo la proclamazione dell’indipendenza del Paese, rimane uno dei capitoli più oscuri della guerra fredda e della decolonizzazione africana. Solo nel 2002 il Belgio ha presentato scuse ufficiali, ammettendo una «responsabilità morale» nell’accaduto, ma finora nessuna figura individuale era stata chiamata a rispondere penalmente davanti a un giudice. Nel 2022, con un gesto dal forte valore simbolico, il governo belga aveva restituito alla famiglia un dente d’oro, unico resto mortale del leader dopo che il suo corpo era stato sciolto nell’acido.

Mentre gli avvocati della difesa sostengono che Davignon non avesse il potere di impedire l’esecuzione, i legali della famiglia Lumumba parlano di una vittoria per la verità storica. Il processo, che si terrà a Bruxelles, dovrà stabilire se l’imputato abbia fornito assistenza diretta e consapevole in un’operazione orchestrata per eliminare un politico scomodo agli interessi coloniali. La vicenda continua a pesare sui rapporti diplomatici tra lo Stato del Belgio e la Repubblica Democratica del Congo, dove Lumumba resta un simbolo intramontabile della sovranità nazionale.

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