L’Alta Corte dello Zambia ha deciso la confisca di oltre 1,3 milioni di dollari a Dalitso Lungu, figlio dell’ex presidente Edgar Lungu. La decisione è stata emessa ieri dalla sezione per i reati economici e finanziari.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Apa, il trentanovenne non è riuscito a fornire prove credibili sulla provenienza lecita di 79 veicoli e 23 immobili, tra cui un centro commerciale, una stazione di servizio, appartamenti di lusso e una residenza di rappresentanza a Lusaka. La sua storia professionale e i redditi dichiarati non giustificherebbero il patrimonio accumulato.
La difesa di Dalitso Lungu ha attribuito l’origine delle sue ricchezze ad attività agricole, alla società Saloid Traders Limited a lui riconducibile e al sostegno della famiglia, senza però fornire una documentazione adeguara. I suoi legali hanno annunciato l’intenzione di presentare appello.
La notizia della confisca arriva in un clima di tensioni tra la famiglia Lungu e l’amministrazione del presidente Hakainde Hichilema, in particolare sulla questione del rimpatrio della salma dell’ex capo di Stato, morto in Sudafrica nel giugno dello scorso anno.
Il governo sostiene che la salma debba rientrare in Zambia per funerali di Stato con tutti gli onori, posizione rafforzata da una sentenza di un tribunale sudafricano emessa in agosto. La famiglia Lungu si oppone, affermando che l’ex presidente desiderasse una sepoltura privata in Sudafrica e non volesse la presenza di Hichilema alle esequie.
Lo stallo ha riacceso le ostilità politiche tra le due parti, che risalgono alla netta vittoria di Hichilema su Lungu nelle elezioni del 2021, segnando un passaggio di poteri che continua a produrre strascichi giudiziari e istituzionali.


