Somalia? Perché no! Dopo decenni di isolamento e conflitti, la Somalia prova lentamente a riaprirsi al mondo. La capitale Mogadiscio, dagli antichi echi arabo-ottomani, ha riaperto le sue frontiere ai voli internazionali e torna ad affacciarsi, con cautela, al turismo. Più a nord, il Somaliland – autoproclamatosi indipendente nel 1991 ma mai riconosciuto dalla comunità internazionale – rappresenta una sorprendente oasi di stabilità nel tormentato Corno d’Africa. Con i suoi quattro milioni di abitanti, è uno “stato/non stato” che cresce grazie esclusivamente alle proprie forze. La sua economia si fonda sull’allevamento e l’esportazione di bestiame attraverso lo storico porto di Berbera, antica capitale medievale del sultanato di Ifat, e sul commercio del qat, la pianta da masticare tanto diffusa nel Corno d’Africa.

Negli ultimi anni, tuttavia, ha iniziato a emergere anche un timido ma promettente turismo culturale. Sempre più viaggiatori curiosi atterrano ad Hargeisa, capitale del Somaliland, attratti dai suoi tesori nascosti. Il più straordinario è senza dubbio il complesso rupestre di Las Geel, dove grotte sacre custodiscono pitture risalenti a 5.000-6.000 anni fa: scene di caccia e di vita quotidiana che costituiscono il sito neolitico meglio conservato dell’intera Africa.

Nel XIV secolo, Mogadiscio era una delle città più splendide del continente: raffinata, prospera, adornata da palazzi di pietra madreporica e architravi di mangrovia, in uno stile che ricordava quello di Zanzibar. Oggi ne restano soprattutto i ruderi, attraverso cui si intravede appena il suo antico splendore, compreso quello degli edifici coloniali italiani. Ma la “Mogadiscio la bianca” prova a rialzarsi: il suo litorale sull’Oceano Indiano, dominato dalla Torre Portoghese e dal Faro di Almnara del XV secolo, torna a popolarsi di vita. Nei quartieri storici di Shingaani e Hamarweyne si sente di nuovo il vociare dei mercanti, mentre nel Bakaara Market e nel mercato del pesce l’attività non conosce sosta. E sulla spiaggia di Lido Beach, tra le onde turchesi, si vedono donne velate imparare a nuotare: un’immagine di rinascita che vale più di mille parole.

Nel 2026 Kanaga Africa Tours propone una spedizione unica in Somalia, che attraverserà il Somaliland e Mogadiscio fino al remoto Puntland, per raggiungere Capo Hafun, il punto più orientale del continente africano, e Capo Guardafui, dove svetta il celebre “faro di Mussolini”, costruito durante l’epoca coloniale e oggi simbolo di un passato che il Paese tenta di superare.
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