Amina Oufroukhi, magistrato della Direzione affari criminali del Ministero della Giustizia del Marocco è stata insignita a Washington del titolo di “Eroina” per la lotta contro la tratta di esseri umani per il 2017. L’onorificenza è stata consegnata a Washington dal segretario di Stato Rex Tillerson, nel corso di una cerimonia cui ha partecipato anche Ivanka Trump, la figlia del presidente Usa Donald Trump. Nella motivazione si sottolinea in particolar modo il riconoscimento “degli sforzi che il Marocco ha compiuto per elaborare una nuova legge di contrasto alla tratta degli esseri umani”, oltre che la “leadership femminile” rappresentata dalla magistrata per raggiungere questi obiettivi. A margine della premiazione è stato presentato il rapporto sulla tratta di esseri umani redatto dal dipartimento di Stato statunitense. Il documento passa in rassegna 187 paesi denunciando nuove e antiche forme di tortura, come quella che costringe uomini a lavorare per ore in alto mare, a bordo di imbarcazioni fatiscenti, per l’industria della pesca, o, ancora, minori venduti al mercato del sesso, o intere famiglie che lavorano in condizioni di schiavitù nella produzione del carbone a legna. In tutto, sono stati nominati otto “eroi” oltre alla magistrata marocchina: Boom Mosby della Tailandia, Alika Kinan per l’Argentina, Leonardo Sakamoto del Brasile, Vanaja Jasphine dal Camerun, Viktoria Sebhelyi per l’Ungheria, Mahesh Bhagwat dall’India e Allison Lee di Taiwan.
(30/06/2017 Fonte: Ansamed)
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