Lo Zimbabwe è stato inserito in un elenco già esistente di Paesi soggetti a restrizioni di ingresso negli Stati Uniti, nell’ambito di un aggiornamento delle misure migratorie annunciato dalla Casa Bianca e in vigore dal 1° gennaio 2026. Le misure prevedono un inasprimento dell’accesso ai visti e maggiori controlli sui viaggiatori zimbabwesi. Secondo la Casa Bianca, che ha pubblicato sul proprio sito una nota a riguardo, le restrizioni mirano a “proteggere la sicurezza degli Stati Uniti”, intervenendo sulle carenze nei sistemi di controllo e verifica all’estero. Lo Zimbabwe rientra tra i Paesi sottoposti a limitazioni parziali, insieme a Nigeria, Tanzania, Zambia, Angola, Malawi e Senegal, con effetti attesi su alcune categorie di visti ma senza un divieto totale di ingresso.
Un bando completo è stato invece imposto a Burkina Faso, Mali, Niger, Sud Sudan e Siria, mentre è vietato l’ingresso anche ai titolari di documenti di viaggio rilasciati dall’Autorità nazionale palestinese. L’amministrazione statunitense ha motivato l’estensione delle misure con alti tassi di permanenza oltre la scadenza dei visti, l’inaffidabilità dei registri civili, casi di corruzione e una cooperazione giudicata insufficiente nei rimpatri.
Come nota l’agenzia di stampa Apa, l’annuncio è arrivato dopo l’arresto di un cittadino afghano sospettato di aver sparato a due membri della Guardia nazionale durante il fine settimana del Ringraziamento, episodio citato dalla Casa Bianca come indicativo delle preoccupazioni per la sicurezza. Si tratta della terza volta che Trump introduce divieti o restrizioni di viaggio, dopo quelle del 2017 che suscitarono proteste e ricorsi legali, poi confermati dalla Corte Suprema.
Le autorità statunitensi hanno precisato che le restrizioni resteranno in vigore finché i Paesi interessati non dimostreranno “miglioramenti credibili” nella gestione dell’identità, nella condivisione delle informazioni e nella cooperazione con le autorità migratorie Usa. Sono previste esenzioni per residenti permanenti legali, titolari di visti già rilasciati, diplomatici e atleti impegnati in grandi eventi internazionali, oltre a deroghe caso per caso per motivi di interesse nazionale.


